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Callosità padre/madre e Riflessologia Plantare
Le interpretazione delle callosità mediali, dell’alluce e del calcagno, nell’ambito della Riflessologia Plantare sono di grande importanza, esse ci danno indicazioni riferite alle problematiche primarie del soggetto in esame. La callosità mediale dell’alluce c’indica che le problematiche principali sono nella parte alta del corpo, sintomi associabili alla testa e alle sue funzioni, al plesso cervico brachiale, che coinvolge il collo, le spalle, le braccia, le mani, la parte alta del torace. Quando la persona denuncia problemi nella parte bassa, sono da considerarsi secondari o compensativi. Viceversa se la callosità più importante è sull’area mediale del calcagno, [continua]
Questi sono gli ausili terapeutici che più utilizzo, quando li adopero diventano prolungamento delle mani e delle dita. Se devo esercitare delle pressioni in aree limitate, attorno alle unghie, punti d’agopuntura, punta delle dita o con una frequenza vibrazionale superiore alla media, diventano indispensabili. Moxa L’utilizzo della moxa è anteriore alla stessa agopuntura. In cinese moxa, in giapponese moe kusa, “erba che brucia”, in sanscrito moksha, che significa liberazione, affrancamento, emancipazione, salvezza. Già di per se quando penso di utilizzarla mi predispone in senso positivo, il significato di liberazione nell’atto terapeutico diventa liberazione dal dolore, quindi liberare il [continua]
Mi fa un’autentica pena vedere bimbi molto piccoli appesi a marsupi e portati in giro come se fossero dei trofei. Sono contento per le loro mamme e i loro papà, condivido la loro gioia, ma il neonato non può parlare e non può denunciare il suo disagio. La natura li protegge, ma vorrei vedere i loro genitori come si comporterebbero appesi in quella maniera. I muscoli del collo di un neonato non sono ancora predisposti a sostenere il peso della testa. La testa di un bambino, rispetto a quella di un adulto, in relazione alla struttura corporea è più grande. [continua]
Durante la scuola per Infermieri Professionali ci fecero studiare le febbri, per poi applicare queste conoscenze al lavoro quotidiano. Non c’era “la febbre”, ma “le febbri”. In ospedale, nei differenti reparti ogni mattina iniziava “la visita”, una specie di rivista militare con a capo il primario accompagnato dal suo vice, altri medici del reparto, studenti di medicina, la caposala, quasi sempre una suora, infermieri professionali… L’atmosfera si faceva surreale, i corridoi dovevano essere vuoti, i parenti fuori in sala d’attesa, tutti i malati sotto le coperte, anche chi aveva solo un dito fasciato, i comodini sgomberi da [continua]
L’argilla applicata con acqua calda, coperta con un foglio di domopack (pellicola trasparente per avvolgere i cibi e coprire recipienti) permette la penetrazione del caldo umido.  L’argilla applicata con acqua fredda si asciuga e si secca perché il calore dell’area interessata cede calore all’argilla. Argilla = terra con proprietà terapeutiche Fango = Argilla + Acqua (termale, minerale) La signora Maria tornata dalle terme d’Ischia dove aveva fatto una serie di applicazioni con i fanghi, racconta alla sua amica Carla il benessere che i fanghi le avevano procurato per la risoluzione dei suoi dolori. Anche lei, speranzosa, si organizza [continua]
Il ghiaccio deve essere utilizzato solo nell’immediatezza di una contusione o post intervento chirurgico. Quando prendiamo una “botta” la prima cosa che facciamo, se possibile è metterci del ghiaccio. Da quando tempo è diffusa questa pratica? «Da sempre!» Mi sento rispondere comunemente. Da sempre… Ricordo che quando ero piccolo, io e mio fratello, ogni volta che ci facevamo dei gibolli in testa, nostra madre ci comprimeva la parte contusa con un foglio di carta gialla bagnata in acqua fredda. Il burro lo si metteva in un piattino con l’acqua sul davanzale della finestra affinché non si sciogliesse. Il ghiaccio? Boh, [continua]
Il lettino dev’essere alto quanto la metà del terapista meno un pugno. Per un professionista della Reflessologia del Piede che trascorre diverse ore seduto davanti a pazienti distesi su un lettino, è importante che l’altezza dello stesso e della sedia siano delle misure corrette per avere una giusta postura e non stancarsi inutilmente. L’altezza del lettino dev’essere determinata quando siamo in piedi. Chiudendo il pugno, e appoggiando il braccio al lato del corpo, questi dovrebbe essere comodamente appoggiato sul lettino. Significa che il lettino ideale per noi dovrebbe essere la metà della nostra altezza, meno un pugno, [continua]
Il bastone va portato dal lato con limitazioni funzionali. «Conoscete Hugh Laurie?» Molti risponderanno sicuramente “no”. Se cambio la domanda e chiedo: «Conoscete il dott. Gregory House?» Molti risponderanno sicuramente “si”, ebbene sono la stessa persona. Altra domanda inerente l’argomento: «Qual è la gamba malata del Dott. House?» Imbarazzanti silenzi. Il Dott. House alcuni anni fa ebbe un infortunio: un infarto al muscolo retto del quadricipite femorale, coscia destra, che lo costringe a camminare col bastone, per gestire il dolore fa uso costante di Vicodin, un antidolorifico oppiaceo. Coscia destra, bastone lato destro. Guardatevi attorno e vi renderete conto che [continua]
- Callosità Le callosità sono yang. Sono una iper produzione di cellule epiteliali cornee, ispessimenti di pelle in aree circoscritte, diventano antiestetiche quando sono visibili e aumentano di dimensioni. Normalmente sono asintomatiche, ma se eccessive si trasformano in un corpo estraneo tra il piede e la scarpa diventando fastidiose fino a generare dolore. Le aree più comuni sono quelle della parte plantare anteriore, in corrispondenza delle epifisi distali delle teste metatarsali e pericalcaneari. La loro funzione è di proteggere la ipersensibilità delle terminazioni nervose sottostanti. La callosità più comune e sensibile è quella che chiamiamo callosità padre, se con uno [continua]
L’artrite reumatoide (A.R.) è una malattia cronica, tende a persistere nel tempo e colpisce la membrana sinoviale delle articolazioni. La membrana reagisce all’infiammazione aumentando di volume dando origine al panno sinoviale, il quale invadendo la cartilagine ne provoca l’erosione e la graduale distruzione. Questo processo proliferativo si estende all’osso, l’infiammazione arriva a interessare tutti i tessuti che circondano l’articolazione provocandone in modo graduale la distruzione della stessa e la relativa invalidità di chi ne soffre, va altresì ricordato che non solo le articolazioni ne sono colpite ma l’intero organismo fra cui occhi, polmoni, [continua]

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