Callosità padre/madre e Riflessologia Plantare

Callosità padre/madre e Riflessologia Plantare

Le interpretazione delle callosità mediali, dell’alluce e del calcagno, nell’ambito della Riflessologia Plantare sono di grande importanza, esse ci danno indicazioni riferite alle problematiche primarie del soggetto in esame. La callosità mediale dell’alluce c’indica che le problematiche principali sono nella parte alta del corpo, sintomi associabili alla testa e alle sue funzioni, al plesso cervico brachiale, che coinvolge il collo, le spalle, le braccia, le mani, la parte alta del torace. Quando la persona denuncia problemi nella parte bassa, sono da considerarsi secondari o compensativi. Viceversa se la callosità più importante è sull’area mediale del calcagno, le problematiche principali sono della parte inferiore, dal diaframma in giù, secondarie o compensative quelle denunciate nella parte superiore.

Per parte bassa intendiamo le problematiche degli organi interni dell’addome, delle anche, degli arti inferiori fino ai piedi.
Definiamo callosità padre la mediale dell’alluce e callosità madre la mediale del calcagno. Se sollecitiamo con uno strumento appuntito una di queste callosità, il paziente non denuncia alcun disagio perché sono uno strato corneo, cellule epiteliali morte. La callosità la possiamo grattugiare, molare o tagliare con specifici attrezzi senza che diano un minimo disagio. La callosità ha la funzione di proteggere l’ipersensibilità delle terminazioni nervose sottostanti, quando è eccessiva, diventa un corpo estraneo tra la scarpa e il piede fino a determinare alterazioni alla deambulazione. Se sollecito la stessa callosità con la punta del pollice, con movimento vibratorio, leggermente penetrante, dopo pochi secondi il paziente denuncia dolore acuto, come se stessi punzecchiando con qualcosa di acuminato, ma è evidente che il dolore non è determinato dalla forza del massaggio ma dall’ipersensibilità delle terminazioni sottostanti protette dalla callosità.
La callosità dell’alluce è una delle somatizzazioni più caratterizzanti e importanti della Riflessologia Zu. Si somatizza ciò che non si verbalizza. Non si verbalizza per le contingenze che lo impediscono o perché non si ha la consapevolezza del disagio che dovrebbe essere verbalizzato e denunciato. Durante la lettura reflessologica prendiamo in considerazione prima l’alluce sinistro poi il destro, è molto importante, perché la parte sinistra del nostro corpo somatizza le problematiche primordiali, istintive, quindi cronologicamente anche i vissuti dei primi anni di vita, questa constatazione ci permette di fare un altro importante passo in avanti, quasi da poter dire di aver fatto un’altra metà della diagnosi riflessa. Osservare quale callosità piede sinistro o destro è più evidente rispetto all’altra. Durante l’identificazione chiudiamo gli occhi e ci lasciamo guidare dalla percezione tattile. La privazione sensoriale visiva fa sì che il cervello elabori l’informazione tattile amplificandola. Ciò che potrebbe sembrare una callosità quantitativamente insignificante, è percepita in tutta la sua intensità. Se la callosità più evidente è dell’alluce sinistro, abbiamo l’indicazione che il padre ha creato dei limiti nello sviluppo della personalità dell’esaminato, questi non ha tagliato il cordone ombelicale nei confronti del padre, definiamo quindi la situazione, “un padre mai perdonato”.
Per il bambino, il padre dovrebbe rappresentare l’archetipo primario di riferimento per lo sviluppo della sua personalità. Il bambino dovrebbe vedere nel padre l’immagine della giusta autorità, il comando, “il capo-testa”, chi guida la famiglia. Se questi si è rivelato troppo forte, repressivo, o all’opposto è venuto meno al senso di autorità che avrebbe dovuto rappresentare: succube della madre, si comportava come un fratello maggiore, era poco presente in casa per lavoro, malattia, separazione o altri mille motivi contingenti, la percezione che il bambino vive, è di non avere un padre come si vorrebbe, ciò è causa di limitazioni nello sviluppo della personalità.

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