Cefalee e Riflessologia Plantare

Cefalee e Riflessologia Plantare

La schiera dei cefalgici è numerosa, un mal di testa per persona.

Per mal di testa o cefalea s’intende il dolore provato in qualsiasi parte della zona della testa o del collo, può essere un sintomo di diverse patologie.

Diversi sono i sistemi di classificazione per il mal di testa, il più riconosciuto è quello proposto dall’International Headache Society.

La cefalea è un sintomo aspecifico, ciò significa che ha molte possibili cause, il trattamento di un mal di testa dipende dall’eziologia, cioè dalla causa di fondo. Le cefalee primarie rappresentano oltre il 90% di tutti i mal di testa e tra questi la cefalea episodica di tipo tensivo è la più comune.

Si stima che le donne siano tre volte più numerose a soffrire di mal di testa rispetto agli uomini. Il tessuto cerebrale di per sé non è sensibile al dolore, poiché manca di recettori adatti, perciò il dolore è percepito per via della perturbazione delle strutture sensibili che si trovano intorno al cervello.

Nove zone della testa e del collo hanno queste strutture:

– il periostio del cranio,

– muscoli,

– nervi,

– arterie e vene,

– tessuti sottocutanei,

– occhi,

– orecchie,

– seni paranasali e le mucose.

 Accertare le cause del mal di testa per me è sempre stata una ricerca appassionante. Qualunque cosa leggo, apprendo, il mio cervello filtra e classifica secondo la visione taoista yin/yang, il due genera il tre, l’uomo situato tra cielo e terra, il tre genera il quattro, le quattro direzioni, le quattro stagioni, le quattro regole diagnostiche, il quattro genera il cinque, i wu xin, i cinque movimenti. Nei cinque movimenti sono inscritte le sei energie…

Il medico cinese considera le Otto Regole, criteri diagnostici per una classificazione primaria dei sintomi rilevati, i segni della malattia si districano in otto quadri a loro volta suddivisi in quattro coppie di opposti:

– Yin/Yang: caratterizza la malattia in yin/yang, con la differenziazione tra malato yin, freddo, immobile, senza sete, con respirazione debole e preferenza per il buio e la solitudine e yang, irrequieto, accaldato e assetato, con respirazione forte e predilezione per la luce e la compagnia.

– Interno/Esterno: stabilisce la direzione in cui si sviluppa la malattia, la superficialità o la profondità.

– Freddo/Caldo: diagnostica i sintomi da freddo o da calore.

– Vuoto/Pienezza: indica lo stato dell’energia essenziale dell’organismo e permette di diagnosticare un indebolimento delle riserve fisiologiche e una situazione di malattia cronica oppure un’iperattività energetica e una patologia acuta.

La visita diagnostica si snoda quindi in quattro tecniche successive:

Wang zhen, guardare, ispezionare, consiste nell’osservare la persona da trattare, dal suo aspetto generale, al comportamento, colorito, struttura fisica, occhi, sguardo, cute, urine, feci, analisi della lingua, tutto ciò quali segni e simboli delle energie degli zang/fu, del qi e del sangue, dei meridiani e delle emozioni, ossia della condizione in cui si trova la nostra energia di xue con qi e la nostra salute.

 – Wen zhen, sentire i rumori e gli odori del paziente, ossia il respiro, la tosse, gli odori del sudore, urine e feci, anch’essi segnali della condizione energetica del corpo da trattare.

 – Wen zhen, interrogare, porre domande al paziente riguardanti la febbre e i brividi, la traspirazione, cefalee e dolori generali, urine e feci, appetito, sensazioni al torace ed addome, udito, sete, mestruazioni, anamnesi patologica, medicine assunte, ecc., anche queste informazioni concorrono al quadro energetico da valutare.

– An zhen, palpazione dei polsi, della cute e di alcune zone del corpo per riscontrare anomalie della pelle, rossori, durezze, blocchi e differenze di temperatura, idratazione, tensione e presenza di masse.

L’insieme dei dati raccolti consente di determinare la causa e i caratteri delle malattie.

Riferendomi ai mal di testa chiedo:

«Il dolore è pulsante o continuo?»

Le motivazioni di questa domanda sono dovute alla differenziazione diagnostica di ordine circolatorio periferico. Se il dolore è pulsante, dal latino pulsus, colpo, battere, spinta, significa che c’è una compressione arteriosa, possibilmente dovuta da cause semplici e occasionali come una rigidità muscolare, cefalee muscolo tensive, generate da una massa che comprime, di natura da identificare. La pericolosità di questo schiacciamento arterioso comporta una ridotta quantità di sangue ossigenato al cervello.

Se il dolore è continuo, la pericolosità è inferiore, il sangue ha già apportato ossigeno al cervello, ma ha difficoltà a refluire verso il basso. In questo caso aiutare la persona a recuperare la fisiologica capacità di ventilazione polmonare è essenziale.

«Cefalea o emicrania?»

Per cefalea intendiamo tutta la testa, emicrania, solo un lato, di qui la differenziazione destra, sinistra. L’emisfero cerebrale sinistro elabora le funzioni razionali, logiche, analitiche, il destro, funzioni emozionali, creative, analogiche. A livello della muscolatura volontaria superficiale, il cervello destro dopo l’incrocio della sella turcica controlla i muscoli del lato sinistro del corpo, l’altra metà, la contro laterale destra.

«Ha sensazione che la testa le scoppi o si sente la testa vuota, tra le nuvole?»

La testa che scoppia ci fa presupporre che ci sia una pressione endocranica aumentata, la testa vuota, una pressione endocranica diminuita.

Nel primo caso il massaggio deve svolgere una funzione centripeta, gli organi zang, pieni, devono essere massaggiati in tonificazione, affinché possano richiamare sangue verso la profondità. Nel caso la percezione è di testa vuota, senza energia, la persona sarà invitata ad alzarsi prima la mattina, fare movimento, respirare con energia, il nostro massaggio sarà veloce e profondo in maniera dinamizzante.

«Ha la percezione di avere la testa e le spalle pesanti?»

Tipica espressione di chi vive problematiche legate alla percezione di sovraccarichi di responsabilità. Comunemente chiamata cefalea muscolo tensiva, i muscoli del collo e delle spalle sono permanente contrazione. Questa contrazione può manifestarsi di giorno o di notte, si contraggono di giorno i muscoli superficiali volontari, di notte quelli profondi involontari legati all’attività onirica, dipendono da ciò che sogniamo.

«Il mal di testa ce l’ha prima o dopo le mestruazioni?»

In MTC le mestruazioni abbondanti e anticipate sono considerate un pieno di milza. La mestruazione anticipata genera una sorta di auto salasso spontaneo. In caso di ritardo, vuoto di sangue o di milza.

Prendere in considerazione se la persona prende anticoncezionali, oppure ormoni per la regolarizzazione del ciclo, questi hanno un funzione condizionante il ritmo mestruale.

«Prima di mangiare o dopo?»

La cefalea ante prandium ci annuncia che abbiamo fame, siamo carenti di sali minerali essenziali, di zuccheri, il pasto fa scomparire questi sintomi. Il mal di testa post prandiale è tipico di coloro che anno una digestione lenta e lunga. Per evitare questo disagio devono fare piccoli pasti frazionati durante la giornata.

Un mal di testa per ogni persona. Il mio cervello analogico lavora sempre senza sosta e ogni volta che apro la porta di un argomento, per ogni domanda che mi pongo, ho per lo meno due risposte, yin/yang, che mi portano a scegliere tra due strade, per cui devo cercare di contenermi nei miei esempi, quindi, cercate di coglierne l’essenza, la forma mentis.

Non posso continuare all’infinito.

Escludendo le cause organiche, traumi, tumori, problemi vascolari importanti, possiamo inscrivere questi maledetti ma di testa all’interno di una visione psicosomatica. Agli allievi a volte chiedo la definizione di una malattia o di un concetto, per la sorpresa della domanda cercano di riempire il vuoto della risposta, con parole vuote, cosa che fa solo aumentare il vuoto. Una definizione deve essere di poche parole ma che esprimano un concetto compiuto, mi va bene anche uno slogan, se serve per renderlo comprensibile. A una persona che hanno fatto una gran quantità di esami alla ricerca delle cause possibili del loro mal di testa e non hanno trovato niente, arrivano con faldoni di esami, cartelle cliniche che ci vorrebbe un crittografo per decodificarle per quanto le grafie dei medici siano destrutturate.

Leggo solo le riposte degli esami stampati, non voglio farmi venire il mal di testa, io che di mal di testa non ne ho mai avuti.

In grafologia una ridotta cura degli aspetti morfologici della grafia non necessariamente è dovuta a rapidità grafica, la destrutturazione del tratto può derivare da sciatteria costituzionale, il cui significato psicologico rimanda a trasandatezza, noncuranza, indolenza, pigrizia e svogliatezza.

Per tornare a una definizione delle motivazione cefalgiche, prima di perdermi in ulteriori elucubrazioni, l’espressione comune che utilizzo è di definire queste persone incapaci di adattarsi al mondo circostante.

Gli dico:

«Sembrate una valigia rigida, si ha difficoltà a trovargli un posto: dentro l’armadio, sopra, sotto il letto, dietro una porta… vi trasformerò in un borsone, la quantità volumetrica rimarrà la stessa, ma un borsone si adatterà al bagagliaio della macchina, nel ripostiglio o nel sottoscala.»

Invito i pazienti a diventare “acqua”, che se la metto in una bottiglia prende la forma di una bottiglia, se la metto la metto in un bicchiere prende la forma di un bicchiere:

l’acqua ha la capacità cambiare la forma senza cambiare l’essenza.

Ottenere decontrazioni involontarie di muscoli volontari involontariamente contratti. Le persone si trasformano, cambiano il modo di vedere le cose, il non dolore fa si che i loro volti trasfigurino in maniera positiva e ringiovanente. Chi soffre in maniera costante ha i muscoli mimici permanentemente contratti, cosa che anticipano la formazione di rughe d’espressione. Ventilare alle donne la riduzione delle rughe d’espressione, fa guadagnare punti, comporta la fidelizzazione di una paziente, più di un’estetista.

«Cefalea a grappolo?»

«A grappolo di cosa?»

Quando faccio queste domande, lo faccio per affermare il mio dominio sulla materia e scherzare per ridurre la tensione. Quando mi vedono in foto appaio un vecchio ieratico, quando comincio a parlare, con il mio accento terrone a volte rimangono sorpresi. Mi chiedono quali siano le mie origini, la mia risposta più comune?

«Arrivo da sud di Bolzano.»

«?!»

«Sono un terroncino.»

«Un torroncino?»

«No torroncino, “terroncino”! Da terrone-cinese.»

A volte li faccio scompisciare dalle risa e quando ho finito, chiedo loro se hanno ancora mal di testa, ci pensano un po’, poi stupiti mi dicono:

«No, non ho più il mal di testa con il quale sono venuta.»

Missione compiuta…

Cefalea a grappolo? Grappoli di che, d’uva, no, grappoli di giorni, i mal di testa torturano per qualche giorno in maniera continua, poi inspiegabilmente (?), scompaiono per riapparire in altre misteriose (?) circostanze. Quante cefalee codificate! Ce ne sono addirittura pre o post coitum, a proposito mi viene da pensare:

«Come dev’essere stata pelosa l’esigente partner.»

Pre coitum è un evidente dire no, il mal di testa ci sta difendendo, ci sta proteggendo. Post coitum nella visione cinese antica è un’evidente vuoto di qi del rene. La terapia classica che raccomanda il Su Nu Jing, “Il libro della giovane donna senza complessi” è, frequenti coiti senza eiaculare con giovani fanciulle, per contenere ed evitare di disperdere il qi ancestrale, cromosomico… quante ne sapevano questi cinesi.

Quanto ancora, ci sarebbe da dire sull’argomento, ma quando ho iniziato a scrivere l’intenzione era di fare un specie di riflessione ad alta voce, a ruota libera, far riemergere ricordi, non scrivere una monografia sulle cefalee che farebbe venire il mal di testa a chiunque, comunque se non vi bastano quelle elencate ecco uno specchietto per voi.

 

Cefalee primarie

 Emicrania trigeminale

 Emicrania con aura

 Emicrania senza aura

 Emicrania retinica

 Emicrania parossistica

 Cefalea di tipo tensivo episodica sporadica

 Cefalea di tipo tensivo episodica frequente

 Cefalea di tipo tensivo cronica

 Cefalea a grappolo episodica

 Cefalea a grappolo cronica

 Cefalea uso eccessivo di farmaci

 Cefalea post traumatica

 Cefalea trafittiva

Cefalea da tosse

Cefalea da attività fisica

 Cefalea associata ad attività sessuale

 Cefalea ipnica (si manifesta durante il sonno)

 Cefalea a “rombo di tuono”

 

Cefalee secondarie

Trauma cranico e/o cervicale

 Disturbi vascolari cranici o cervicali

 Disturbi intracranici non vascolari

 Cefalee facciali, attribuite a disturbi del cranio, collo, occhi ,orecchie, naso, seni paranasali, denti, bocca o altre strutture facciali o craniche.

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