Enuresi notturna e Riflessologia del Piede

Enuresi notturna e Riflessologia del Piede

Si presenta al mio studio una signora dicendomi che già ci conosciamo.

Il volto della bella signora mi appare familiare ma non ricordo di averla conosciuta. Mi chiarisce la situazione dicendomi che dieci anni prima aveva accompagnato la figlia da me per un problema di enuresi notturna.

Dubbi sulla mia memoria che tende all’arteriosclerosi per fortuna si sono subito attenuati. Ricordavo soprattutto la situazione e il problema della figlia. Bambina di dodici anni che non aveva mai smesso di fare la pipì a letto. Casi simili, ne avevo già avuti in passato e risolti con successo, questo mi colpì particolarmente per diversi fattori. Quelli curati in passato riguardavano bambini ai quali era nato un fratello o una sorella, genitori separati, un gemello di quattordici anni… casi in cui i bambini avevano smesso di fare la pipì a letto e poi avevano ripreso o non avevano mai smesso.

In questa circostanza c’era un elemento ereditario familiare, il padre e lo zio avevano avuto lo stesso problema.

La cosa che continua a stupirmi ormai da anni, per questa o per tante altre situazioni simili o al limite, come il caso d’ittiosi, di cui parlerò più avanti, che mettendomi nei panni di un genitore, non mi passerebbe nemmeno lontanamente per la mente il pensiero di portare mio figlio da un reflessologo per problematiche così importanti. Se ci guardiamo attorno, fino a pochi anni fa la riflessologia era sconosciuta. Ora pare viva una diffusione algoritmica, non certo per i riconoscimenti scientifici, che non ce ne sono a nessun livello, ma la stragrande maggioranza di chi pratica riflessologia del piede, sono persone con un livello culturale medio basso.

In qualunque centro estetico s’incontrerà una reflessologa, centro massaggi tailandesi dove massaggiano anche i piedi spuntano come funghi in ogni angolo delle città, anche le più piccole. Chiunque si può mettere a massaggiare piedi, tanto, peggio che possa succedere non succederà niente.

Io non mi sento di far parte di questa categoria. Poi mi viene da pensare, però questi genitori hanno avuto ragione, l’istinto genitoriale li ha condotti fino a me, è hanno avuto ragione, hanno risolto i loro problemi.

Sicuramente non si presentano da me al primo starnuto.

Le persone che arrivano nel mio studio portano con sé borse piene di cartelle cliniche ed esami. La frase tipo di una volta era, anche se oggi meno frequente per la verità:

«Questa è l’ultima spiaggia, dopo di qui non so più dove andare!»

Mi facevano sentire di essere in un luogo post Lourdes. Comunque essere, in fondo alla coda della speranza, non mi gratificava. Con il passare degli anni invece c’è stata una notevole diversificazione dei pazienti, c’è stato un notevole innalzamento del livello culturale ed economico, un abbassamento dell’età, molti sono i giovani che si rivolgono allo Zu Center, un aumento degli uomini che si fanno massaggiare, una volta le donne erano quasi la totalità, ora sono circa il 60/65 %. Sono cambiate le motivazioni, problematiche psicosomatiche, di ordine funzionale, arrivano psicologhe, medici, farmacisti. Arrivano per il passa parola, perché sentono o hanno sentito, gli è stato raccontato, sono curiosi, arrivano con grandi aspettative. Una cosa particolare che si sta diffondendo in questi ultimi anni è che regalano terapie. Pare che sappiano che troveranno risposte che la medicina allopatica non può dargli. Si rivolgono a me prima di perdere tempo in code per esami e visite inutili.

«Sono stato dai primari più famosi d’Italia, sono persino stato all’estero, promesse, promesse, promesse… esami, esami, esami, alla fine mi dicono che non ho niente! Cercando su internet, sono approdato al suo studio, m’ispira fiducia, mi dicono che lei è il primo nel suo campo.»

Ovvio, pare che nessuno vada mai dal secondo. Per la nostra salute si fa qualunque sacrificio.

Ritornando alla ragazzina dall’enuresi notturna, la ricordo perfettamente, ricordo il fastidio che provavo quando la massaggiavo, pareva che io non esistessi. Mi sentivo pesantemente penalizzato, percepivo di non essere preso in considerazione. Tutto il tempo parlava con la madre, come se io non fossi presente.

«Perché sono qui, cosa vogliono?» Pensavo.

Ricercando quel “rispettoso emotivo distacco” che sempre raccomando ai miei allievi, cominciai a massaggiare ciò che ritenevo opportuno, senza più tentare d’interagire con lei, altrimenti mi sarei sentito una macchinetta lustrascarpe, terminato il tempo a disposizione si riponeva calze, scarpe, lei e la madre salutavano e andavano via. Al primo incontro feci una serie di domande di routine inerenti al caso. Si presentava inconsueto per la familiarità, come già detto, il padre e lo zio paterno avevano avuto lo stesso problema. Solita trafila per dieci anni, pediatri di alto livello, psicologi, urologi… Come approdarono allo Zu Center non lo ricordo, non ricordo nemmeno se glie lo chiesi o meno. Il mio approccio alla problematica comunque fu la seguente.

Prima domanda, la pipì a letto la fa nella prima mezz’ora che è andata a dormire o all’alba. Dalla risposta deduco che se bagna il letto poco dopo che si è addormentata, significa che lo sfintere uretrale cede per la perdita di controllo, quindi perdita di urine per rilassamento dello sfintere uretrale. Il soggetto durante il giorno è super controllato, attento alle perdite di urine, quando si addormenta il controllo cessa, finalmente si rilassa e bagna il letto. Il controllo è associato al movimento legno, persona muscolarmente rigida, per scherzare dico sempre:

«Lei oltre essere un pezzo unico, è tutta d’un pezzo.»

La terapia nella prima fase in questo caso consiste nel massaggiarla in maniera indifferenziata su tutto il corpo con le punte delle dita, portando l’attenzione agli strati muscolari più contratti. Il/la paziente comincerà a ridere e a contorcersi su lettino in maniera che potrà apparire esagerata, una tarantolata, ma il nostro corpo non da risposte esagerate agli stimoli che riceve, le risposte sono sempre e solo proporzionali alle proprie esigenze. Ovviamente la risposta sarà considerata solletico, solletico insopportabile, in medicina il solletico è “un dolore dalla soglia molto alta”, soglia alta, ma pur sempre dolore.

La comprensione, la dolcezza, il ritmo respiratorio, la forza per esercitare questo massaggio, che il corpo in qualunque caso riterrà un’aggressione, sarà determinata esclusivamente dal terapista. Massaggiare, accarezzare per disperdere l’effetto del tocco, mobilizzare, premere e rilasciare, sono gli strumenti del terapista esperto che sa quando fermarsi, riprendere, permettere di respirare perché il/la paziente tenderà ad andare in apnea, sostenere la generazione di un ritmo respiratorio naturale, eventualmente forzare.

Questo a livello generale, localmente sui piedi si massaggia l’area riflessa del cingolo pelvico, mediale ed esterno, l’area riflessa dei reni sarà sempre una costante. I punti, due e tre del meridiano della milza, punti di tonificazione e accelerazione della circolazione dell’energia, la funzione della milza/terra è di contenere i liquidi. Nei soggetti rigidi sono importantissimi il massaggio dell’area della “bambina negata”, lo spazio tra le scapole. Considero l’area come un deposito della spazzatura emozionale, se l’attraversiamo da dietro avanti, attraversiamo il cuore. Gli atteggiamenti posturali ci daranno indicazioni soggettive, differenti da soggetto a soggetto.

 

Ogni terapista è un artista.

Non ho protocolli o ricette da dare, suggerisco percorsi. Una chicca però ve la voglio dare in questa circostanza, ogni tanto qualche pillola di segreta saggezza cinese ci scappa. Il bambino/a, deve auto massaggiarsi per tre minuti, ogni punto corrispondente palmarmente l’articolazione prima-seconda falange e seconda-terza falange del quinto dito delle mani, il mignolo, quindi dodici minuti ogni sera prima di andare a letto.

Gli angoli ungueali del mignolo sono i punti jing, pozzo, dello shoutaiyang xiaochanjing, intestino tenue e shoushaoyin xinjing, cuore, quindi il mignolo è percorso da due meridiani, uno che sale e uno che scende.

I punti da massaggiare sono due punti ex, fuori meridiano, hanno una funzione di shunt, di collegamento dell’energia tra i due meridiani, come le gallerie d’emergenza nei tunnel autostradali.

Lo shaoyin, meridiano del rene/cuore si origina dal centro della terra, va verso l’alto e porta il fuoco, lo shoushaoyang arriva dal cielo, porta l’acqua, raffredda e va verso il basso. Le dita reflessologicamente si associano alla testa, in questo caso parliamo di problematiche di origine psicosomatiche, sollecitando questi punti si assolve una funzione regolarizzante i flussi.

Se il piccolo paziente invece bagna il letto all’alba, durante le ore più fredde dell’intera giornata, parliamo di vuoto di yin. Il bambino fa sogni angoscianti, percepisce freddo, le urine sono calde, per questo non si sveglia. In questo caso porteremo l’atteggiamento terapeutico mirato a sostenere il rene e l’energia ancestrale. Uno dei punti più importanti da massaggiare sui piedi è V67, zhiyin, arrivo degli yin, punto pozzo dello zutaiyang pangguangjing. Per arrivo degli yin intendiamo l’ultimo punto del meridiano che porta l’acqua e il freddo, in questo caso la simbologia ci riporta agli yin, da interpretarsi come gui, spiriti cattivi, mostri che popolano i sogni e fanno venire gli incubi. Per me, però, ciò che determinò la rapida risoluzione del caso, fu l’assoluta indifferenza della paziente nei miei confronti.

Fu portata dalla madre che percepiva il problema più della figlia.

La bambina non era assolutamente coinvolta in un processo di evoluzione.

Passiva seguiva la madre che da dieci anni la portava da pediatri, psicologi, urologi… A distanza di anni ricordo le domande che le feci e le risposte che ricevetti dalla madre. Frequentemente pazienti che tornano dopo anni per se o per accompagnare altre persone, mi chiedono come faccio a ricordarmi così tanti particolari, di tanti pazienti, in verità io non faccio nessuno sforzo mnemonico, non prendo appunti, non faccio cartelle cliniche, le informazioni si depositano a livello ipotalamico in maniera assolutamente involontaria, rimangono depositate in questa memoria antica senza controllo, quando necessario è sufficiente una parola, un profumo, un gesto che possono apparire del tutto casuali, per determinare la riemersione di vissuti, sono come una spugna, che rilascia l’assorbito.

Alla prima seduta dopo la diagnosi reflessologica, chiesi alla madre se aveva notato un aumento delle urine, se fossero più colorate, se avessero un odore più intenso, la risposta fu che non ci aveva fatto caso. Al massaggio successivo alla stessa domanda rispose che sì, il pannolone era diventato pesante, le urine più scure, più abbondanti e con un odore più forte.

Era la risposta del suo organismo al massaggio della funzione yin del rene. La situazione si stava strutturando. Massaggio seguente, il pannolone era rimasto asciutto, non aveva fatto la pipì a letto per la prima volta dopo dodici anni. Seguirono ancora pochi massaggi per stabilizzare la situazione, ma non fece più la pipì a letto.

Ora signorina ventiduenne, si trova negli Stati Uniti per motivi di studio. La madre ha iniziato una serie di massaggi perché entrata in menopausa, si sentiva un po’ gonfia:

«Vorrei un massaggio che mi riequilibrasse energeticamente.»

Sono state le sue parole, già dopo la prima seduta ha avvertito i benefici del massaggio, meno gonfia ha deciso di seguire di essere massaggiata, più per il piacere, che per un’esigenza oggettiva.

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione. Cliccando sul bottone ACCETTO dai il tuo consenso. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi