Marsupi e plantari

Mi fa un’autentica pena vedere bimbi molto piccoli appesi a marsupi e portati in giro come se fossero dei trofei. Sono contento per le loro mamme e i loro papà, condivido la loro gioia, ma il neonato non può parlare e non può denunciare il suo disagio. La natura li protegge, ma vorrei vedere i loro genitori come si comporterebbero appesi in quella maniera.

I muscoli del collo di un neonato non sono ancora predisposti a sostenere il peso della testa.

La testa di un bambino, rispetto a quella di un adulto, in relazione alla struttura corporea è più grande. La funzione di questa dimensione è determinata dal fatto che altrimenti il bambino avrebbe difficoltà a venire fuori dalla pancia della madre. Le ossa del cranio sono ancora cartilaginee e non completamente saldate, ciò per favorire l’adattamento alla difficoltà di venire alla luce. Il consiglio è di tenere il piccolo orizzontale il più possibile. Ho visto culle-marsupi semi rigide da portarsi a tracolla, sicuramente più sane e fisiologiche per il bambino.

La colonna vertebrale di un adulto ha curve anatomiche che rispondono alla fisiologia dei movimenti. Il bambino ha la colonna perfettamente piatta, come un ferro da stiro, così come i suoi piedi, questo perché non deve ancora sostenere il peso della testa e del corpo, quindi tutti i bambini nascono con i piedi perfettamente piatti e sono normali.

Quando cominceranno a gattonare, estremamente consigliato per evitare in futuro problemi di ipermetropia, i muscoli del collo cominceranno a rinforzarsi con conseguente formazione della curva anatomica delle vertebre cervicali. Con i primi passi e la ricerca della posizione eretta, si rafforzeranno i muscoli del dorso e i glutei, generando la curva lordotica.

In corrispondenza della strutturazione delle curve della colonna vertebrale parallelamente si genereranno le curve del piede.

Con il passare degli anni è possibile che i muscoli e i tendini non si rafforzino a sufficienza per generare gli archi longitudinali e trasversi del piede, in questo caso avremo piedi patologicamente o morfologicamente piatti.

Se i muscoli posteriori invece vivranno una situazione di particolare e continuativa contrazione a causa di controlli emotivi, i piedi diverranno morfologicamente o patologicamente cavi.

Abbiamo piedi piatti e cavi, morfologicamente o patologicamente.

Identifichiamo la differenza tra morfologico e patologico in relazione alla possibilità di mobilizzare l’articolazione di Lisfranc.

Un piede patologicamente piatto manifesta una evidente rigidità della linea di Lisfranc. La mobilizzazione di questa articolazione è quasi impossibile, frequentemente si accompagna a un alluce valgo per aumentare la superficie d’appoggio, il bacino ha un movimento postero inferiore che genera un piede tendenzialmente prono conseguenza di atteggiamento posturale tipico del soggetto cifotico depresso.

Un piede patologicamente cavo è rigido, quando cammina appoggia solo la parte anteriore e posteriore del piede, il soggetto ha una contrazione e una retrazione di tutta la catena muscolare posteriore, ha la tendenza a portare il piede in supinazione per aumentare la superficie d’appoggio.

Un piede morfologicamente cavo, appare tale quando è sdraiato, ma quando mobilizziamo il piede, o la persona si mette in piedi, il cavismo si riduce fino ad avere un arco che potremo considerare normale, non sussiste rigidità.

Quindi leggere o sentire fare affermazioni da professionisti (?), riguardanti piedi piatti, cavi, supini, proni, con alluce valgo e altre patologie simili, come congeniti, lasciano da pensare. Per anni ho lavorato in pediatria, possono nascere bambini con delle malformazioni come piedi torti, o qualunque altra malformazione cardiaca o polmonare, ma non ho mai visto un bambino con un alluce valgo o un piede patologicamente piatto o cavo.

Gli osteociti e gli osteoblasti continuano il loro lavoro di strutturazione e crescita delle ossa fino ai ventuno anni circa per gli uomini e venticinque per le donne, significa che fino a quell’età le ossa continuano a crescere.

Ciò m’introduce all’utilizzo improprio e dannoso dei plantari per i soggetti ai quali le ossa non hanno terminato di crescere. Fino al periodo dell’adolescenza le ossa sono strutturate in maniera compatta solo nella parte centrale, le epifisi sono ancora cartilaginee.

Quando un bambino si rompe un polso si parla di frattura del “legno verde”. Le ossa sesamoidi ad esempio alla nascita sono due palline cartilaginee con un minuscolo nucleo osseo e completeranno la consolidazione solo durante l’adolescenza, quindi mettere plantari a un bambino fa si che possa correre il rischio di creargli delle deformazioni che potrebbero condizionargli la deambulazione.

Sento dire o leggo da pseudo professionisti che i plantari per i piedi piatti hanno la funzione di spingere verso l’alto l’arco plantare. (?)

Altro punto interrogativo.

Reminiscenze scolastiche delle scuole medie, sempre le mele, da Adamo a Newton, il campo gravitazionale terrestre è un fenomeno naturale per il quale il pianeta esercita un’attrazione sui corpi che si manifesta attraverso il peso, quindi è il peso del corpo che si scarica sui piedi, la forza di gravità va dall’alto verso il basso e non viceversa.

Un plantare non spinge assolutamente niente, il corpo vi scarica il peso. Ogni piede è composto da ventisei ossa, trentadue articolazioni, più di ventisettemila terminazioni nervose. Se mettiamo un plantare a un piede cavo, che vada a riempire il cavismo, impediremo al piede di assolvere la sue funzioni articolari, limiteremo i movimenti fisiologici del piede.

La funzione dei cavismi, longitudinali e trasversi del piede, sono quelle di permettere al piede di adattarsi ai differenti movimenti: marcia, corsa, salto…

Il nostro lavoro è mirato al recupero funzionale delle articolazioni non di limitarle.

Arrivano da noi pazienti disperati per i dolori ai piedi con borse piene di plantari, dai più semplici, ai più tecnologicamente avanzati, senza che abbiano avuto giovamento.

Anni fa ricevetti una proposta da una ditta produttrice di plantari che mi proponeva una provvigione del quaranta per cento (40%) del valore dei plantari per ogni paziente che gli avessi inviato… Avrei guadagnato di più, sarei diventato più ricco, ma non avrei potuto scrivere quello che sto scrivendo.

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