Trigemino: come trattarlo con la Riflessologia Plantare

Trigemino: come trattarlo con la Riflessologia Plantare

Sempre a ruota libera ora vi racconto un evento unico che si è sedimentato nella mia memoria di Reflessologo Zu. Pensionata, proveniente dal sud, accompagnata presso il mio studio da parenti come se stessero portando qualcuno a chiedere una grazia. Mi sono sentito quasi un santo, mancò poco che mi apparisse l’aureola per rendere più autentica l’atmosfera.

La signora era affetta da una nevralgia del trigemino, uno dei dolori più potenti per l’essere umano, quando non c’erano potenti antidolorifici a disposizione, come quelli di oggi, era chiamato il “dolore dei suicidi”.

La causa “presunta” della nevralgia del trigemino è la pressione esercitata da un vaso sanguigno sul nervo nel punto in cui questo esce dal tronco encefalico. Questa pressione, probabilmente causa il danneggiamento della guaina mielinica che circonda il nervo, può essere legata al normale processo d’invecchiamento, quando i vasi sanguigni tendono ad allungarsi e possono allentarsi e pulsare contro un nervo. I sintomi compaiono anche nei malati di sclerosi multipla, malattia che consiste nel deterioramento della mielina nel sistema nervoso centrale, oppure a volte sono causati da un danno della guaina mielinica generato dalla pressione esercitata da un tumore, questo deterioramento fa sì che il nervo invii segnali dolorosi al cervello. È un disturbo che causa episodi dolorosi intensi, sporadici e improvvisi, che possono durare pochi secondi come alcuni minuti.

Tali attacchi possono avvenire in rapida successione e l’intensità del dolore può inabilitare sia a livello fisico sia mentale. La definiamo una patologia di ordine funzionale, perché limita funzioni primordiali e la diagnosi è esclusivamente clinica, non ci sono mezzi diagnostici che possano dimostrare danni organici, solo presupporli. Ormai la mia casistica è ricca di questi episodi risolti favorevolmente. Se non fossi io a parlarne in prima persona, probabilmente non ci crederei nemmeno io, sembrerebbe un orrore affermarlo, ma ho assistito alla riduzione o risoluzione sintomatica nella gran parte delle persone, che si sono rivolte al mio studio per questo problema, in pochi minuti, almeno sintomaticamente.

Come Reflessologo Zu, ne do, ne prendo, metto in movimento.

 

Lettura: problema di ordine funzionale energetico, situazione di pienezza elettrica lungo il percorso del nervo trigemino, V paio di nervi cranici, interessato dalla porzione iniziale del percorso dello zuyangming (meridiano dello stomaco). Impossibile approcciarvici localmente per l’acutezza della problematica. Se il problema è in alto, lavorare in basso, bisogna creare una differenza di potenziale elettrico, svuotare i pieni e riempire i vuoti. Sollecitare quindi i punti di dispersione in basso del meridiano interessato, punto fondamentale St.45, lidui, pagamento crudele, così chiamato per l’alta sensibilità quando sollecitato, quindi agire al limite minimo della sopportabilità. St.45 ha la caratteristica di essere sia il punto jing, punto che richiama l’energia dal meridiano, sia punto di dispersione.

Il meridiano dello stomaco è l’unico meridiano yang posto anteriormente, la sua funzione è di portare l’energia yang dall’alto verso il basso, ricordo che i meridiani yang portano l’acqua, gli yin il fuoco. Se chiederete in giro a “operatori del benessere” con dichiarate competenze in MTC, comunemente sentirete dire il contrario…

In questo caso raffreddiamo la parte interessata riducendo la sintomatologia. Caratteristica aggiuntiva del meridiano zuyangming, che lo caratterizza, è quella di portare l’energia dall’esterno verso l’interno, nel linguaggio moderno è assimilabile a problematiche relative a forme di somatizzazione.

Nel caso di nevralgia del trigemino si agisce quando i sintomi sono attivi, quando l’attacco doloroso è in corso e la signora era visibilmente prostata dal dolore. La funzione principale in questi casi è di lenire il dolore nel minor tempo possibile per cui iniziai a trattarla immediatamente, senza starle a spiegare cosa le avrei fatto. Difronte al dolore e a un dolore di questa portata, le parole sono una perdita di tempo, sono una crudeltà, una forma d’incomprensione nei confronti del sofferente.

Con lo stilomass oltre lo St.45, ho massaggiato tutti i punti riflessi dello yangming della testa interessati, sia su un piede che sull’altro. St.1, St.2, St.3, St.4, St.5, St.6, St.7, St.8, St.9, St.10. Sembrano tanti, ma sono vicini e di facile identificazione con un po’ di esperienza. Con un massaggio a battito d’ali ho massaggiato lo stesso meridiano sul dorso del piede.

Ho sostenuto il tutto stimolando anche St.36, punto he, ben, foce, punto che cura le “cento malattie”, lo St.40, punto luo, di passaggio, si dice che invita l’energia, St.34, xi, punto di disostruzione. Durante il trattamento, alla ricerca dei punti chiave, quelli che avrebbero dovuto dare delle risposte più acute alla mia sollecitazione, chiedo costantemente alla signora di confermarmi quali fossero i più sensibili. In meno di dieci minuti, il volto della signora riprese a vivere, vascolarizzato, ossigenato, luminoso.

Il miracolo era compiuto!

Il dolore era scomparso.

Ho continuato a massaggiare i piedi per ridurre tensioni accumulate, ma ormai il più era fatto, sotto gli occhi stupiti dei parenti presenti, la signora a tutti i costi voleva baciarmi le mani, mi sentivo Padre Pio, per me non era una novità, non era il mio primo caso.

Da qui possiamo dedurre che tanto quanto più il dolore è forte, acuto, superficiale migrante, tanto più è semplice invertire la polarità dolorosa, anche se tutto ciò ci può apparire miracolistico, ovviamente lo stesso principio vale per tutti i dolori di ordine funzionale, quelli di origine organica sono un’altra storia.

Era giugno, a settembre la signora torna con un nuovo attacco del trigemino, scatenatosi per l’aria condizionata in autobus mentre si recava a un pellegrinaggio, non stava venendo da me.

Stesso trattamento, ormai alcune patologie le possiamo rendere protocolli per la collaudata efficacia. Ancora dieci minuti e la signora appare spaventata, non sentiva più la parte del viso per cui era venuta, se la sentiva gonfia, paralizzata, chiese uno specchio per verificare il danno procuratole, ma lo specchio non le diede nessuna risposta, il suo viso non era ne deformato, ne gonfio come lo percepiva, anche se il dolore era scomparso, cos’era successo? Il miracolo non era stato il mio massaggio e le mie stimolazioni, Ippocrate chiamava questa capacità, vis medicatrix naturae.

Al dolore ancora più potente della volta precedente, il suo organismo aveva dato una risposta assolutamente proporzionale, non reagendo con una semplice analgesia, ma addirittura con un’anestesia locale, ovviamente sintetizzata dagli stimoli ricevuti, cosa che aveva spaventato a morte l’ignara signora.

Con il passare dei minuti anche le manifestazioni dell’anestesia sono passate e tutto è tornato alla normalità. Unico caso di questo genere in tutto il mio percorso di Reflessologo Zu, essendo unico non è possibile inscriverlo in una statistica.

La soddisfazione dell’accaduto è una medaglia sul mio petto che solo io posso vedere.

Amen.

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione. Cliccando sul bottone ACCETTO dai il tuo consenso. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi