cacatorium

“È preferibile tacere e far pensare di essere stupidi che parlare e togliere ogni dubbio.”
Abramo Lincoln

QUESTO E’ IL CACATORIUM

Raccolta dei “si dice” e dei “si pensa”, di affermazioni che non hanno nessun fondamento storico o scientifico, riferite alla Riflessologia del Piede scaricate dal WEB.
Bufale, invenzioni, cattive traduzioni, millanterie e quant’altro, per affermare cose che non richiedono di essere incensate o fatte risalire necessariamente all’antichità. Cortine fumose, piene di stantie affermazioni per affermare il nulla.
Pubblicate su riviste, giornali, WEB, volantini pubblicizzanti attività “terapeutiche”… Tutto da essere preso con le pinze del buon senso.
Godetevi la lettura.
Se ne avete di nuove o inedite, inviatecele, le pubblicheremo volentieri.
C’è posto per tutti, davanti al circo per invitare i passanti ad entrare gli addetti gridavano:
“Forza signori, più bestie entrano, più animali si vedono!”

La Riflessologia si va diffondendo per motu proprio, per la sua semplice e naturale efficacia. Finché la “scienza ufficiale” non ne riconosce la validità, per mancanza di strumenti che ne affermino i principi, noi reflessologi continueremo ad operare.
Personalmente preferisco la definizione di terapie empiriche e non medicina alternativa, l’altra medicina o medicina complementare. Non ci sono gli altri pazienti, pazienti alternativi o pazienti complementari, solo la richiesta di aiuto di sofferenti ai quali dobbiamo dare risposte competenti, oneste ed efficaci.

Ero presente a un seminario tenuto da padre Claude Larre, sinologo gesuita, vissuto più di trent’anni in Cina e la sua collaboratrice Elisabeth Rochat De La Vallée, quando un medico chiese a padre Larre delle delucidazioni a proposito di quanto affermato dai cinesi. La risposta fu: “Affermare genericamente che i cinesi hanno detto ho fatto qualcosa, non rientra nei parametri di una giusta traduzione o interpretazione di quanto affermato. Per cui se fate un riferimento di quanto detto o fatto da cinesi, dovete specificare sempre il nome del libro, il capitolo, quale ideogramma, il resto è pura invenzione.

Questa è la mappa dell’Original Reflexology Zu.

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Queste sono imitazioni e contraffazioni.

mappa01 mappa02

La differenza tra queste due mappe è l’area riflessa della tiroide.
Il cerchio giallo in alto che corrisponde alla testa è stato identificato come ipotalamo.
L’ipotalamo è una regione alla base del cervello, sotto il talamo e sopra l’ipofisi, situata medialmente e profondamente in corrispondenza del mesencefalo. Qui appare fin sopra i capelli.
I punti riflessi degli occhi e delle orecchie sono stati posti sotto l’epifisi distale delle prime falangi, corrispondenti alle vertebre cervicali.
Nella mappa originale occhi e orecchi sono posti sulla linea delle articolazioni II/III falange, corrispondenza riflessa dell’articolazione temporo mandibolare: linea ideale che va dall’occhio all’orecchio.
Appena sotto gli occhi e le orecchie è stata posta la circolazione linfatica superiore.
Anatomicamente corrisponde ai linfonodi alla base del collo, quindi dovrebbe essere posta nel terzo prossimale delle prime falangi.
La tiroide occupa un’area dalle dimensioni esagerate, coinvolgendo l’articolazione metatarso falangea del primo dito, corrispondenza C7-D1, visione anteriore.
Nella mappa originale tiroide e paratiroidi sono identificate nelle ossa sesamoidi.
L’area riflessa dello stomaco inizia appena sotto la tiroide.(Gulp!)
Nella mappa originale la cavità gastrica è ospitata dalla cavità del primo metatarso.
Per aggiungere una nota personale, il diaframma è stato posto sotto il pancreas (?)
Moderna interpretazione dell’anatomia umana, forse!
Vescica, per differenziarsi dall’originale, la vescica urinaria è stata posta ben più in alto dell’anatomico, poco sotto il colon trasverso.
Potrebbe essere un sacchetto per la raccolta delle urine, ma non risponderebbe a un massaggio riflesso

Oriente (Cina, India)

Il classico cinese, Classico dell’Imperatore Giallo di Medicina Interna, che è stato scritto intorno al 1.000 a.C, ha un capitolo su “Esame Metodo Foot” ed è l’inizio delle discussioni in stampa sul collegamento della forza vitale e punti e le zone sui piedi.
Italiano un po’ carente, comunque questo capitolo nel nei “Nei jing huang di suwen” (Canone di medicina interna dell’imperatore giallo), non esiste.

Le tecniche riflessologiche si distinguono in due grandi filoni: quello orientale e quello occidentale. Quello orientale non esiste.
Una delle differenze identificabili nei trattamenti di Riflessologia Occidentale e Orientale è nell’intensità della pressione applicata dal terapeuta.
La Riflessologia Occidentale opera al di sotto della soglia di sopportazione del dolore del paziente, al fine di ottimizzare gli effetti della stimolazione delle aree riflesse sfruttando la condizione di profondo relax che la riflessologia plantare occidentale è in grado di indurre.
Un’altra differenza sono le mappe di punti da micro stimolare che, nella tradizione cinese, corrispondono sostanzialmente a quelli della agopuntura. (?)
Sulla pianta del piede esiste un solo punto d’agopuntura, si chiama YONGQUAN, significa fonte zampillante, essendo un punto “legno”, in questa circostanza è punto di dispersione, quindi proibito, perché il rene deve essere sempre e solo tonificato e mai disperso.

In agopuntura numerose ricerche sono in corso in vari Paesi (in particolare Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Danimarca), allo scopo di verificare le effettive modalità di azione e gli ambiti applicativi migliori. (?) Speriamo…

La Riflessologia plantare ha una storia molto antica: i primi trattamenti realizzati massaggiando i piedi sono stati applicati in Cina ed India nel 5000 a.C., dove si usavano terapie mediche utilizzanti la pressione delle dita per influenzare i campi energetici dell’organismo (agopuntura ed acupressione, digitopressione, shiatsu).
Lo shiatsu è la versione giapponese del tuina. Lo Shiatsu è stato “codificato” in tempi abbastanza recenti ma la sua origine è da ricercarsi nelle  antiche pratiche manipolatorie di Cina, India e Giappone. Tamai Tempaku tra il 1910 ed il 1920 pubblica il primo libro intitolato “Shiatsu Ho”, sempre in quegli anni appaiono le “prime” tecniche basate sull’uso della pressione su diverse zone del corpo alle quali viene dato il nome di Shiatsu. Nel 1955-1964 il Ministero della Sanità Giapponese da il proprio riconoscimento ufficiale, grazie all’opera del M° Tokujiro Namikoshi. Quattro sono i maestri che hanno maggiormente influenzato e caratterizzato lo shiatsu moderno: Tokujiro Namikoshi, Shizuto Masunaga, Katsusuke Serizawa.

Chi ha il secondo dito del piede sinistro più lungo dell’alluce, spesso è sofferente di cuore, vive in modo iperattivo, con emotività, ama vestire di colori scuri e nel cibo preferisce i sapori amari.
Il secondo dito di entrambe i piedi è raggiunto dal meridiano zú yáng míng wèi jīng,
足陽明胃經, meridiano dello stomaco, che ci azzecca con il cuore?

La riflessologia plantare è una tecnica curativa che prende spunto dall’antica medicina tradizionale cinese, e si basa sui concetti di riflessologia ed energia.
Le donne cinesi hanno avuto i piedi orrendamente fasciati per più di millecinquecento anni, fino ai primi anni del millenovecento.

In particolare la medicina Ayurvedica, una delle più antiche tradizioni mediche del mondo, usa la riflessologia (?) tra le sue tecniche d’intervento. Pur tra le molte scuole e tradizioni, è oggi una disciplina abbastanza diffusa anche in Occidente.

All’oriente si fa risalire la conoscenza del massaggio palmare e plantare a circa 5.000 anni fa. (?)

In India circa 4.000 anni fa furono scritti i primi “Veda” e in questi libri si può leggere che i medici, per arrivare a una diagnosi, osservavano accuratamente la mano degli ammalati.
Stiamo parlando di chiromanzia, chirologia, chirometria, riflessologia della mano o presa dei polsi?

La Riflessologia Plantare, definita anche “massaggio zonale del piede”, è una delle tante terapie olistiche che ha origini antichissime (Cina e India, 5000 a.C.).
(Nessun riscontro) Il Massaggio Zonale, Zone Therapy  è di origine americana, William H. FitzGerald, (1872 – 1942).

Egitto

La Riflessologia Plantare è stata scoperta millenni fa, addirittura nelle tombe egizie furono rinvenuti degli affreschi raffiguranti delle mappe plantari.
Affresco egizio raffigurante la riflessologia plantare.(?)

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Lo scrivente non sa cosa sia un affresco.
Basti pensare che uno dei primi dipinti murali fu rinvenuto nella tomba di Akhamahor, detta anche “tomba del medico” nel 2330 a.C. dove viene raffigurato proprio un medico nell’atto di stimolare mani e piedi del suo paziente.
Coloro che massaggiano mani e piedi, che non significa che stiano facendo un massaggio riflessogeno, sono stati colorati in maniera che appaiano di pelle scura. Potremmo presupporre che siano degli schiavi namibiani e non medici egizi. Comunque il dipinto non esiste. Questo è ciò che è arrivato fino a noi.

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La riflessologia ha origini antichissime risale a 5000 anni fa, in Cina, addirittura è stato trovato un reperto archeologico che prova l’esistenza di questa disciplina sin dai tempi dell’antico Egitto: (ma dove in Cina?) in un sepolcro della necropoli di Sakkara, (non è una necropoli, è una piramide) è stata trovata una pittura murale, (non è in è pittura murale, è un bassorilievo), che rappresenta un’amputazione, un’operazione ai denti e senza possibilità di dubbio alcuno, senza dubbio alcuno è molto rassicurante, un massaggio riflessogeno palmare e plantare, con una scritta che dice testualmente “ non farmi male” e un’altra che risponde alla prima che dice “Agirò in modo da meritare la tua lode”. Il dipinto (quale dipinto?) risale al 2330 a.C.
“senza possibilità di dubbio alcuno, un massaggio riflessogeno palmare e plantare” Fa tenerezza l’entusiasmo con il quale cita queste fonti… Perché non fa un salto in Egitto ad abbeverarsi alle fonti di “cotanta conoscenza?”

Il primo documento riguardante una terapia nella forma oggi nota come riflessologia. è stato trovato in una tomba egizia risalente al 2330 a. C.: un dipinto murale (non è un  dipinto, non sarebbe potuto essere sopravvisuto fino ad oggi, è un parziale bassorilievo) rappresenta un terapeuta che tiene tra le mani e massaggia la pianta del piede di un paziente.
Si è scoperto che in passato la riflessologia era conosciuta da alcune tribù primitive dell’Africa e anche dai pellerossa. (?)

A testimoniare l’antichità di questa pratica è la “Tomba dei Medici” a Saqqara (Egitto, 2330 a.C. circa), dove sulle pareti è dipinta una scena di massaggio dei piedi e delle mani. La pratica venne esportata poi in occidente grazie al famoso medico greco Ippocrate che insegnò ai discepoli il massaggio ai piedi. (?)
Hanno scomodato anche Ippocrate. In quale libro lo troviamo scritto? Se lo sapete per favore fatemelo sapere che andrò a consultarlo in qualunque museo o biblioteca si trovi. Grazie per la collaborazione.

A Sakkara, in Egitto, nella tomba di Akhmahor, è stata trovata una “pittura murale” (non è una pittura, ma un bassorilievo in pessime condizioni, comunque di nessuna importanza storica, se non per chi vuole credere a tutti i costi a qualcosa che non è), raffigurante un medico che stimola le mani e i piedi di un paziente. La traduzione dei geroglifici circostanti dice “non farmi male” e la risposta è “agirò in modo da meritare la tua lode”.

Europa

Si racconta che anche l’artista rinascimentale Benvenuto Cellini, a causa dello stress e di alcune sofferenze fisiche, facesse ricorso alla riflessologia plantare. (?)

Si crede che Marco Polo abbia tradotto un libro di massaggio cinese in italiano nel 1300, introducendo così la riflessologia e i massaggi in l’Europa.
Anche Marco Polo era un reflessologo?!

Nel 1582, un libro su un elemento integrante la terapia di zona chiamato riflessologia è stato pubblicato in Europa da Dott Adamus e il dottor A’tatis.
??????????? Gradirei qualche notizia in più.

Anche in Italia, precisamente in Valcamonica, è stato ritrovato un graffito con un feto rappresentato nel piede, risalente a 4.000 anni prima di Cristo. (?)

La rappresentazione di un feto nel piede è presente in un graffito di 6.000 anni fa scoperto in Valcamonica.
Allora 4.000 o 6.000 anni fa? Fatecelo vedere per favore.

Nel 1500, lo scultore Benvenuto Cellini fu trattato (da chi?), con robuste pressioni sulle mani e sui piedi per guarire “diffusi dolori nel corpo”. E’ istintivo massaggiarsi o massaggiare una qualunque parte del corpo dolorante, ma non è riflessologia.

In Europa, intorno al 1582, i medici Adamus e A’tatis, discussero di metodi simili alla riflessologia. Chi era presente degli scriventi?

Americhe

Pare che anche i Maya e gli Incas usassero questa tecnica.

In America la riflessologia (Nessun riscontro) è conosciuta e praticata da sempre dai nativi americani come ad esempio dai Cherokee. Il “Clan dell’Orso” che vive alle pendici dei monti Allegheny usa la riflessologia in una cerimonia sacra cui partecipano tutti, sia sani che ammalati.

Anche il 20º presidente degli Stati Uniti James Abram Garfield (1831 – 1881) riscontrò notevoli miglioramenti, fino alla definitiva scomparsa dei dolori, facendosi trattare con delle stimolazioni pressorie ai piedi.
Massaggiarsi o massaggiare qualunque parte del corpo dolente è un atto istintivo, lenitivo, analgesico, non si può scambiare un massaggio ai piedi o alle mani con la riflessologia. La riflessologia è un concetto ben più ampio.

Eunice Ingham
Tra i diversi sostenitori delle teorie di Fitzgerald, la terapista fu la prima a focalizzarsi sullo studio del piede, essendo una zona molto sensibile e ricca di terminazioni nervose. Pubblicò diversi libri tra 1938 e 1948 e ebbe il merito di aver portato, alla fine degli anni ’40.
“Stories the feet can tell thru reflexology” è del 1938 e “Stories the feet have told thru reflexology” del 1951.

L’esordio della riflessologia plantare viene fatto risalire alle antiche civiltà, soprattutto orientali. Tuttavia, documenti di vario tipo ci indicano che questa tecnica venisse praticata anche dalle civiltà precolombiane e dai pellerossa.

Le controindicazioni a questa tecnica sono poche, ma esistono, e sono: micosi, ulcere cutanee, varici, flebiti ed ipertensione arteriosa grave.

In occidente però arrivo soltanto all’inizio di questo secolo, proprio attraverso William Fitzgerald.
Per questo egli viene considerato il padre della riflessologia plantare moderna.
Dal 1902 iniziò a studiare la RIFLESSOLOGIA PLANTARE, iniziando a sperimentarla sui suoi pazienti.
Il primo studioso a pubblicare un trattato sulla riflessologia fu il dottore William H. Fitzgerald nel 1971 con un libro dal titolo “Terapia Zonale come alleviare il dolore a casa propria”, nel testo descriveva appunto come alleviare mali e dolori usando vari artifici sulle mani e sulle dita.
Fitzgerald non ha mai parlato di riflessologia del piede, non ha mai prodotto una mappa di riflessologia del piede. Zone Terapy è tutta un’altra cosa.

Il classico cinese, Classico dell’Imperatore Giallo di Medicina Interna, che è stato scritto intorno al 1000 a.C, ha un capitolo su “Esame Metodo Foot” ed è l’inizio delle discussioni in stampa sul collegamento della forza vitale e punti e le zone sui piedi.

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