Alluce valgo, interpretazione dello Zu Center.

Alluce valgo, interpretazione dello Zu Center. Manifestazione di sovraccarico di responsabilità. Sinistro sfera affettiva, destra sfera razionale. Quanti alluci valgo ho massaggiato in più di trent’anni di questo lavoro… Quanti ne ho drizzati? Nessuno. Mi dispiace illudere qualche speranzoso, ma per quanto sia a mia conoscenza, non esiste nessuna tecnica manuale per raddrizzare un alluce valgo.
Alkuce valgo

Alluce valgo, significato morfologico

Valgismo dell’articolazione prima seconda falange dell’alluce, alluce valgo.

Quanti alluci valgo ho massaggiato in quasi quaranta anni di questo lavoro? Quanti ne ho raddrizzati? Nessuno. Mi dispiace illudere qualche speranzoso, ma per quanto sia a mia conoscenza, non esiste nessuna tecnica manuale per raddrizzare un alluce valgo. Sono molte le persone che si rivolgono allo Zu Center per un parere circa l’eventualità di sottoporsi a un intervento chirurgico per la riduzione dell’alluce valgo.

Alluce valgo, non sono le scarpe che fanno male, sono i piedi!

Prima cosa cerco di far capire ai nostri pazienti che non sono le scarpe a far male, come dicono, ma i piedi. Dobbiamo considerare la scarpa come costante e il piede come variabile. Il fatto che con la stessa scarpa il dolore a volte è presente a volte no, dimostra che sono i piedi che dobbiamo cambiare non le scarpe. Ci sono persone con alluce valgo tanto dolente da non poter camminare. Altre che in passato hanno avuto problemi di dolori. Altre ancora sempre con l’alluce valgo non hanno mai avuto dolori. Il mio orientamento nel suggerire se operarsi o no è questo: alluce valgo doloroso o non doloroso? Le statistiche ufficiali dicono che gli interventi di riduzione dell’alluce valgo hanno esiti del 98%.

Alluce valgo,  una cosa è la guarigione chirurgica, altra cosa è la guarigione clinica.

Si entra in sala operatoria con un alluce valgo e se ne esce senza. Si esce dalla sala operatoria chirurgicamente guariti. Il post operatorio, dolore o non dolore, recidive, dita deformate, conseguenze varie, non sono prese in considerazione dalle statistiche. Troppo scomodo. Coloro che sono stati operati di alluce valgo dovrebbero essere felici e contenti. Noi quotidianamente riceviamo solo quella massa di sfortunati del 2% rimanenti?  Da dove arrivano persone allo Zu Center lamentandosi per i dolori post operatori? Da un altro pianeta? Quei due per cento si sono organizzati su facebook per venire da me? C’è da considerare che esiste una guarigione chirurgica e una guarigione clinica. La guarigione clinica è il periodo post operatorio, che per ovvie ragioni, non è presa in considerazione dalle statistiche.

Alluce valgo, vorrei farmi operare.

Quando la motivazione che induce a farsi operare è il dolore noi lo sconsigliamo. Probabilmente il dolore continuerà a sussistere anche dopo l’intervento e in certi casi impedisce addirittura di camminare normalmente. Il dolore rimane perché la causa che l’ha generato non è stata rimossa. Il problema di origine psicosomatica è ancora vivo e presente. Se invece si protende verso l’intervento per un problema ormai estetico o per la difficoltà a trovare scarpe adatte, ma non per dolori, sono favorevole all’intervento.

L’assenza di dolore indica che le problematiche che avevano originato il valgismo sono state superate. Ciò garantisce un esito statisticamente superiore dell’intervento chirurgico. Si tratterà soprattutto di un intervento di chirurgia estetica, che cambierà parzialmente la fisiologia osteo articolare. Oggi la qualità degli interventi chirurgici per la riduzione dell’alluce valgo non ha niente più a vedere con quelli di trenta, quarant’anni fa.

Patologie del piede, tecniche chirurgiche a confronto.

Nel 1991 a Milano partecipai al convegno “Patologie del Piede, Tecniche chirurgiche a confronto”. Incontro tra la Società Italiana Chirurgia del Piede e The American College of Foot Surgeons. In quel periodo risultava che nel mondo, negli annali delle tecniche codificate per la riduzione dell’alluce, già ci fossero iscritte più di quattrocento differenti tecniche.

Un alluce valgo per ogni chirurgo

Ogni chirurgo del piede che apporta una piccola variante all’intervento classico di base, presenta la sua relazione a un congresso o la pubblica in una rivista specializzata, è annoverato tra le tecniche a disposizione. Il che significa che ogni chirurgo del piede sviluppa una sua personale tecnica. Le più moderne tendono ad avere una funzione meno invasiva e più conservativa, quando è possibile, s’interviene in artroscopia.

Dolori ai piedi, altro paio di scarpe.

Le persone che soffrono di piedi possiedono un incredibile numero di scarpe, ogni qual volta il dolore si riacutizza ne comprano di nuove, ma il problema resta. Le affezioni che determinano il valgismo sono comunemente imputate a calzature inadatte. É evidente che ciò non sia vero. In Cina al compimento del settimo anno di età, con la prima luna piena di primavera i piedi delle bambine cominciavano a essere strettamente fasciati, affinché crescendo, il piede rimanesse piccolo, il piede fior di loto. Con il passare degli anni, questi piedi rimanevano effettivamente piccoli, ma anche orrendamente deformati. Come mai in occidente imputano alle scarpe strette i piedi grandi? Scarpe inadatte influiscono solo in piccola parte sulla formazione dell’alluce valgo.

L’alluce valgo non è ereditario

Ricordiamoci che le ossa non si muovono da sole, sono mosse dai muscoli. Secondo quali muscoli o gruppo di muscoli si contraggono maggiormente: sopra, sotto, avanti, dietro, destra, sinistra, superficiali, profondi, avremo i diversi e relativi movimenti ossei e posturali. Si parla dell’alluce valgo come di un processo ereditario. Falso anche questo. Bisogna distinguere tra ciò che è ereditario, da ciò che comporta una predisposizione all’ereditarietà. Ciò che è congenito, dalle patologie neonatali.

Le patologie neonatali sono quelle contratte appena nati, come nel caso di una madre luetica che contagia il bambino nel momento del parto. Nessun bambino nasce con l’alluce valgo, tutt’altro, i suoi alluci vari e non valghi. Possiamo affermare che l’alterazione non è inquadrabile nelle affezioni ereditarie: bensì nel gruppo delle predisposizioni ereditarie. La contrazione del muscolo flessore o estensore del primo dito, determina una compressione della prima falange sull’epifisi distale del primo metatarso:

La pressione unita al movimento genera calore.

Il calore prodotto da questa compressione genera a sua volta l’aumento e l’espansione del liquido sinoviale contenuto nella capsula periostea, che tiene insieme l’articolazione metatarso falangea del primo dito. Nella condizione acuta, l’infiammazione si manifesta con gonfiore, rossore, dolore, limitazione della funzione ed è definita borsite. Ogni volta che questo liquido si riassorbe, si determina una precipitazione cristallina, che va a modificare la struttura della testa del primo metatarso, aumentandone la dimensione. Dall’osservazione dei casi studiati è risultato che esistono due situazioni fondamentali, diverse tra loro per origine e motivazione.

Alluce valgo a destra o a sinistra?

Chi ha un solo alluce valgo ce l’ha solo a destra Se il valgismo è presente su entrambi i piedi, è apparso prima sul piede sinistro. I numerosi casi osservati mi hanno portato a formulare una statistica che a distanza di anni non è mai stata smentita, anzi continua a consolidarsi. L’area riflessa dell’alluce valgo corrisponde alla proiezione della settima vertebra cervicale. Si differenzia dalle altre sei, pur appartenendo al gruppo delle cervicali, perché è l’unica fissa. Inoltre è facilmente identificabile grazie alla sua apofisi spinosa più sporgente.

Alluce valgo, manifestazione psicosomatica.

Frasi come:

  • Adesso tutta la responsabilità della famiglia o dell’azienda è sulle tue spalle!
  • Bisogna avere spalle larghe per sostenere simili responsabilità!

Nella simbologia del linguaggio ci riportano ad Atlante. Quel gigante rimasto nella mia memoria di bambino perché era il logo dei quaderni in uso quando frequentavo la scuola elementare. L’immagine rappresentava Atlante che sosteneva il mondo sulle spalle. A volte ci sentiamo come se tutto il mondo gravasse effettivamente sulle nostre spalle. Quest’atteggiamento ci porta ad assumere una postura con la testa reclinata, le spalle s’incurvano e la settima vertebra cervicale sporge. Nella pratica quotidiana invito i pazienti a prendere coscienza delle motivazioni che hanno originato l’alluce valgo, domandando per esempio:

Da quanto tempo ha notato la presenza di quest’articolazione così sporgente?

A volte la risposta è immediata e precisa, a volte no. Allora l’invito e a tornare indietro nella memoria. A mettere a fuoco un periodo o una situazione in cui l’articolazione è diventata dolente a causa di un paio di scarpe nuove. Una escursione in montagna con scarponi inadatti, una serata danzante che ha lasciato il segno. Il più delle volte riescono a mettere a fuoco, se non proprio una data esatta, almeno il periodo e a questo punto chiedo:

Che cosa è cambiato nella sua vita in quel periodo che possa averle generato un sovraccarico di responsabilità?

Le risposte sono molte e diverse tra loro:

  • Mi sono sposata!
  • È nata mia figlia!
  • Mia madre è morta e mio padre è venuto a vivere in casa mia!
  • Fin da bambina mi affidavano il fratellino più piccolo, caricandomi di responsabilità!

Alluce valgo sinistro

Sdraiate, queste persone tendono a inclinare la testa verso destra, l’apofisi spinosa della settima cervicale diventa quindi sporgente a sinistra rispetto all’asse della colonna. L’alluce valgo sinistro è la manifestazione somatizzata di vissuti determinati da sovraccarichi di responsabilità a livello affettivo. Emozioni elaborate dall’emisfero cerebrale destro. Per loro natura le problematiche del cuore, come sono definite, non sono arginabili e controllabili totalmente dalla razionalità.  Tendono a debordare, invadono e condizionano la sfera razionale. Per cui chi inizialmente ha un alluce valgo sinistro, vedrà apparire la stessa alterazione funzionale e organica anche sul destro.

Alluce valgo destro

Chi invece ha un solo alluce valgo, come già detto, lo avrà solo sul piede destro. Questi soggetti hanno dei sovraccarichi di responsabilità a livello razionale. Le motivazioni che adducono durante l’anamnesi riguardano l’inizio di nuovi lavori o il passaggio di grado nell’ambito dello stesso lavoro o, i più giovani, l’inizio di studi particolarmente impegnativi. Le persone con sovraccarichi che riguardano la sfera razionale tendono a non coinvolgere la sfera affettiva anzi, proprio nella sfera affettiva, trovano una forma di compensazione e di gratificazione.  Come se queste persone fossero capaci, una volta terminato il proprio lavoro, di chiudere una saracinesca a livello cerebrale e dimenticare le loro problematiche, senza perciò coinvolgere affettivamente il resto del loro mondo.

Esempio pratico: se un individuo ha problemi nella sfera affettiva: moglie o marito, figli, amante. Preoccupazioni queste che sono metabolizzate dal cervello destro, quando sarà sul lavoro e utilizzerà l’emisfero cerebrale sinistro, queste problematiche non le avrà lasciate a casa e gli creeranno delle notevoli interferenze nell’ambito lavorativo. Così l’originaria affezione del valgismo dell’alluce che riguardava soltanto il piede sinistro comincia a coinvolgere anche il piede destro.

Le donne sono più colpite

La presenza dell’alluce valgo è più frequente nelle donne rispetto agli uomini in rapporto 1:20. Dividendo il gruppo degli alluci valgo tra fissi e mobili, c’è qualche speranza di recuperare una parziale mobilità dei fissi. Con santa pazienza, dolce determinazione, è doveroso massaggiare l’articolazione implicata. L’attenzione deve essere rivolta ovviamente alla capsula articolare, mirando a ottenerne la permeabilità. Opportuno determinare la contrazione dei muscoli e tendini implicati. Le stesse aree devono essere percorse anche da un tocco a “battito d’ali” per agire sulla componente energetica.

Alluce valgo destro/sinistro qual’è più grande?

A volte la dimensione delle due protuberanze ci appare equivalente. Ma se le tocchiamo leggermente scopriremo che al tatto non sono uguali. Una ci apparirà più spigolosa rispetto all’altra. Questa delicata palpazione ci permette inoltre di determinare quale sia la più recente, acuta, e quale la più cronica, originaria. La più recente è quella più appuntita, più spigolosa, più yang, mentre quella più cronica è più tondeggiante, perché generata in un periodo di tempo più lungo, come una stalagmite, goccia dopo goccia con il passare degli anni.

Possono manifestarsi protuberanze assai vecchie, senza che per questo abbiano mai dato delle manifestazioni acute riferibili, nella memoria, a un fatto particolare o limitato nel tempo. Le sporgenze esternamente sono simili, ma la base nella manifestazione yang recente, acuta è più piccola della yin: ciò sta a significare che la sporgenza yang si è generata in un tempo inferiore di quella yin.

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