Come trattare callosità, calli interdigitali molli, verruche, con la Riflessologia Plantare.

– Callosità

Le callosità sono yang.

Sono una iper produzione di cellule epiteliali cornee, ispessimenti di pelle in aree circoscritte, diventano antiestetiche quando sono visibili e aumentano di dimensioni. Normalmente sono asintomatiche, ma se eccessive si trasformano in un corpo estraneo tra il piede e la scarpa diventando fastidiose fino a generare dolore. Le aree più comuni sono quelle della parte plantare anteriore, in corrispondenza delle epifisi distali delle teste metatarsali e pericalcaneari. La loro funzione è di proteggere la ipersensibilità delle terminazioni nervose sottostanti.

La callosità più comune e sensibile è quella che chiamiamo callosità padre, se con uno strumento appuntito la punzecchiamo il paziente non percepisce assolutamente dolore, solo che stiamo toccando. Lo strato corneo assolve una funzione protettiva, una specie di corazza. Ma sono sufficienti pochi secondi di massaggio con la punta del pollice per vedere delle smorfie di disappunto sul viso del paziente.

Durante le mie diagnosi reflessologiche, prima punzecchio con uno strumento acuminato e chiedo cosa hanno percepito, poi massaggio con il pollice per far notare la differenza delle due sollecitazioni.

Lo strumento appuntito non duole, invece sente pungere con il movimento del pollice. La percezione di puntura è sorprendente, forte, inaspettata, è percepita sotto la callosità, non sopra, quando massaggio con il pollice. La callosità in condizioni normali è assolutamente asintomatica, ma ci indica una sofferenza riflessa. Quando sollecito l’area callosa c’è una trasmissione di movimento che raggiunge le terminazioni nervose sensibili sottostanti generando dolore. Quindi constatiamo che la callosità si genera per effetto dello sfregamento della scarpa, ma la scarpa non è la causa principale, la scarpa fa evidenziare una problematica preesistente, in questo caso riflessa.

Le callosità plantari, manifestazioni di eccesso, sono considerate come manifestazioni di pienezza in corrispondenza degli organi riflessi che stanno proteggendo. Per esempio se la callosità interessa l’area riflessa del fegato o del polmone, questi organi stanno vivendo una situazione di pienezza: il fegato potrebbe essere parenchimatoso, il polmone pieno di catarro. Le callosità che proteggono le terminazioni nervose sono dovute al cedimento della volta trasversa delle epifisi distali dei metatarsi, che comunemente chiamano “caduta del metatarso”.

Quando spiego questo processo ai pazienti faccio finta di guardare per terra per vedere dove sia finito il metatarso caduto.

Piede destro, aree riflesse dal quinto dito verso l’alluce.

– quinto dito: cavo ascellare

– quarto dito: vescicola biliare, per estensione fegato

– terzo dito: plesso solare, diaframma, per estensione lobo inferiore del polmone

– secondo dito: bronchi, per estensione lobo inferiore del polmone.

– primo dito: ossa sesamoidi, gruppo gola, lato destro.

 

Piede sinistro, aree riflesse dal quinto dito verso l’alluce.

– quinto dito: cavo ascellare

– quarto dito: cuore, callosità rara che chiamiamo cuore di pietra

– terzo dito: plesso solare, diaframma, per estensione lobo inferiore del polmone

– secondo dito: bronchi, per estensione lobo inferiore del polmone.

– primo dito: ossa sesamoidi, gruppo gola, lato sinistro.

 

Le callosità calcaneari le dividiamo in tre aree:

– mediale: in corrispondenza degli organi interni del bacino, molto più frequente nelle donne che negli uomini, comune manifestazione di utero fibrotico e retroverso

– posteriore: in corrispondenza della retrazione della catena muscolare posteriore, dal cranio al tendine d’Achille, interessata dal percorso del meridiano zutaiyang pangguan jing (V.).

– esterna: manifestazione di sofferenza della vescicola biliare, interessata dal percorso del meridiano zushaoyang dan jin (V.B).

Quando le callosità calcaneari aumentano di volume, e ciò avviene soprattutto d’estate, guarda caso quando non portiamo scarpe chiuse ma solo sandali, possono rompersi creando crepe dolorose. L’aumento eccessivo di cheratina dovuta dalla sintesi sale-acido, dovuto all’uso di carni ipercaloriche, soprattutto maiale, gli insaccati sono i primi responsabili, in una stagione che non gli corrispondono, l’estate. Le callosità dell’alluce e del calcagno non devono essere mai tagliate, solo ridotte con appositi strumenti come pietra pomice, grattugie con carta smeriglio sottile, oppure, ora comunemente in commercio, apparecchi a pile che funzionano come delle smerigliatrici.

Il paziente deve tenere le callosità assottigliate e morbide con creme emollienti.

– Calli

I calli sono yin.

Hanno un fittone che raggiunge rapidamente le radici nervose, quindi può diventare così doloroso da impedire di camminare.

A differenza della callosità che ha una evoluzione yang, crescono verso l’esterno, i calli sono yin, perché tendono ad approfondirsi. Possono generarsi in qualunque parte del piede, sopra sotto e fra le dita. Le persone devono essere indirizzate verso un podologo per la loro rapida eradicazione, mentre il nostro lavoro sarà di continuare a massaggiare l’area circostante con le dita aiutati da uno stilomass.

La vascolarizzazione ottenuta dal massaggio fa si che la rigenerazione dei tessuti determini l’espulsione del corpo estraneo, la cheratina del fittone, impedendone la ricrescita.

– Verruche

Le verruche plantari sono piccole protuberanze cutanee, dolenti e fastidiose, che possono svilupparsi in una qualsiasi parte della pianta del piede. Similmente ad altri tipi di verruche, sono causate dal papilloma virus: penetrando la pelle attraverso micro lesioni, manifesta la sua virulenza producendo minuscole escrescenze cutanee che assumono la tipica colorazione giallo-grigiastra e una caratteristica forma tondeggiante.

La diagnosi é semplice, alla vista appaiono come una struttura simile a quella di un cavolfiore in miniatura, con petecchie puntiformi al suo interno, sulla superficie si osservano particolari strie cutanee che assomigliano a impronte digitali. Talvolta, le verruche plantari sono così piccole da essere confuse per un semplice callo o durone. A differenza dei calli, tuttavia, le verruche plantari sono dolorose, soprattutto a seguito di una pressione esercitata su di esse.

Il papilloma virus è particolarmente infettivo e contagioso. Bisogna evitare di toccarlo per non trasferirlo da un punto all’altro. Evitare ambienti caldo umidi, cambiare i calzini frequentemente, far prendere aria alle scarpe dopo averle indossate, soprattutto quelle da ginnastica, coprire le verruche con garze sterili. Una volta i trattamenti contro le verruche era lenti, dolorosi, poco efficaci e con frequenti recidive.

La crioterapia, il congelamento rapido implica un raffreddamento del liquido intracellulare, che altera le proteine, gli enzimi e gli scambi tra le membrane. In questa tecnica, la temperatura scende di 50°C sotto lo zero al minuto: così facendo, si creano dei cristalli di ghiaccio tra le cellule.

Oggi in farmacia si trovano liquidi efficaci e di facile applicazione.

Noi Reflessologi Zu trattiamo le verruche come se fossero dei funghi:

se proliferano in campo umido utilizziamo la moxa, caldo secco, in tonificazione.

La crioterapia brucia con una ustione da freddo di forte intensità e di breve durata, con la moxa otteniamo un calore senz’altro inferiore, ma di più lunga durata, cuciniamo le verruche a fuoco lento, questo eviterà recidive.

Per sicurezza e protezione usiamo guanti monouso.

– Callo interdigitale molle (occhio di pernice)

Una callosità non sufficientemente presa in considerazione e quasi mai correttamente diagnosticata anche dai professionisti dei piedi è il callo interdigitale molle, chiamato “occhio di pernice” per la sua caratteristica forma circolare o a ciambella. La soluzione comunemente proposta è una ortesi interdigitale che separi le dita per difendersi dal dolore. Questa singolare callosità circolare assolve la funzione di contenimento e di difesa dalla sporgenza dell’articolazione artrosizzata contigua, accogliendola.

Due esempi esplicativi comuni:

  1. a) – artrosizzazione sporgente esterna dell’articolazione prima/seconda falange del quarto dito, al tatto si percepisce una piccola sporgenza ossea piuttosto acuta, rapporto uomo/terra, interessato dal percorso dello zushaoyang (VB), problematica di origine psicosomatica il cui significato si associa all’impossibilità di esprimere le proprie pulsioni d’ira, sfera affettiva emozionale relazionale, piede sinistro, sfera razionale, organizzativa, piede destro. Il quinto dito si difende dallo sfregamento creando una callosità a forma di cratere per contenerla, callosità interdigitale molle, sulla faccia interna della falange mediana del quinto dito.
  1. b) – artrosizzazione sporgente mediale dell’articolazione prima/seconda falange del quinto dito, rapporto uomo/terra, interessato dal percorso dello zutaiyang (V), problematica di origine psicosomatica il cui significato si associa a una componente ansiosa, nella sfera affettiva emozionale relazionale se sul piede sinistro, nella sfera razionale, organizzativa se sul piede destro. Il quarto dito si difende dallo sfregamento creando una callosità a forma di cratere per contenerla, callosità interdigitale molle, sulla faccia interna della prima falange del quarto dito.

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