Callosità padre/madre e Riflessologia Plantare

Callosità padre/madre e Riflessologia Plantare

Se sarete come canne al vento, quelli che prima erano giudizi, ora li definirete pregiudizi. State imparando a leggere e quindi a considerare cose che prima non vedevate. Dovete riapprendere a considerare le persone. Riuscirete a raccontare ai pazienti cose che non hanno nemmeno coscienza di aver vissuto, divenendo Reflessologi Taoisti, persone che si avviano a percorrere il Dao vi dovrete assumere responsabilità che prima non avreste mai pensato di dover assumere. La callosità sull’alluce indica che le terminazioni sotto le callosità sono ipersensibili. La callosità ha la funzione di difenderci dal dolore. Se non ci fosse, i dolori potrebbero essere considerati come quelli di una sollecitazione di un nervo scoperto, un mal di denti che si è scatenato bevendo una bevanda fredda. La callosità determinata dall’ispessimento dello strato corneo della pelle, è una situazione yin, lo strato corneo si è generato gradualmente ed è indolore. Se fosse stata un’affezione acuta, yang, si sarebbe generata una flittena. Anche se pungessimo con uno strumento acuminato sulla callosità, questa è insensibile, però se la stessa callosità la massaggiamo con la sommità del pollice velocemente e leggermente, la legge fisica che determina la trasmissione di movimento fa si che si manifesti un dolore insospettatamente acuto. Con questo massaggio poco praticato e poco conosciuto, emerge un disagio mai considerato, mai stato evidente, incapsulato e protetto come una spora, dimenticato e cristallizzato sotto uno strato corneo. Il nostro inconscio ci difende dagli attacchi quotidiani, il nostro “es” ci protegge sprofondando nei meandri dell’inconscio i “dolori dell’anima”, ai quali non sempre potremmo sopravvivere. Il dolore, il disagio emotivo, bisogna dimenticarlo, non vedere, rimuoverlo, portarlo in cantina, purtroppo, quel che succede e che questi vissuti continuamente tornano in superficie. Le manie di perfezionismo, atteggiamenti che sorprendono chi non ci conosce perché sono comportamenti “un po’ strani”, i sogni e tutti i “tic” sono manifestazioni di disagio interiore. Solo la perfetta integrazione del conscio e dell’inconscio rappresenta la salute mentale. Una strada parzialmente percorribile è la verbalizzazione e le varie espressioni creative artistiche che ci permettono di bruciare parzialmente i nostri mostri. La nostra responsabilità di Reflessologi Taoisti è di aiutare i pazienti a prendere coscienza di questi “mostri” e superarli attraverso quella che i buddisti chiamano “compassion”, compassione, intesa come intima comprensione, esperienza che ci porta verso l’accettazione dell’altro.
Dobbiamo comportarci come dei traghettatori, aiutare i pazienti a passare sull’altra sponda. Se troviamo callosità su i due alluci, significa che il cordone ombelicale con il concetto padre-autorità non è stato tagliato. Se la callosità sull’alluce destro è minore di quella del sinistro, significa che il soggetto va migliorando, sta risolvendo gradualmente i problemi con il proprio senso di autorità, con il suo maschile e con l’autorità istituzionalizzata: padre, padrone, capo ufficio, preside, funzionario, stato, istituzione. Se invece la callosità sull’alluce destro è maggiore di quella del sinistro questi problemi non sono stati risolti, ma addirittura si vanno accentuando. Se la callosità è sola sull’alluce destro, significa che le problematiche non hanno un’origine paterno-infantile, si sono venute a creare nel periodo adulto, non è stato quindi il padre in senso genetico la causa diretta. E’ bene specificare che attraverso i piedi non possiamo determinare l’atteggiamento pedagogico del padre nei confronti del figlio, bensì quello che il soggetto ha vissuto nei confronti del padre. Capita che qualcuno sostenga ad esempio che sarebbe stata piuttosto la madre a creargli dei problemi, noi gli spieghiamo che la discussione, la lite, il confronto diretto, essendo già una manifestazione yang, un’esternazione, brucia quel disagio e una volta bruciato, l’es, il nostro inconscio, non ha più l’esigenza di somatizzarlo. Ciò che non è vissuto a livello cosciente è somatizzato, però con quest’importante diversificazione: l’individuo adulto inevitabilmente non ha più lo stesso tipo di relazione con il padre rispetto a quando era bambino, ed esprimerà quindi il conflitto del suo io maschile, del suo concetto di autorità, in tutte quelle situazioni o con persone che in qualche modo limitano la sua libertà.
Nell’interpretare le callosità è fondamentale l’associazione della loro dislocazione con il sesso di appartenenza del paziente. Se la callosità è sola a sinistra, è necessario considerare se si tratti di un uomo o di una donna, è ben più grave nel caso si manifesti sul piede di un uomo anziché di una donna perché ha a che fare con l’affermazione della propria identità maschile: un maschio in conflitto con il maschile che è in lui. Se questa callosità appare sul piede di una donna il problema è relativamente minore, perché la donna si pone sì in maniera conflittuale e non complementare nei confronti del maschile, ma questo non crea una situazione importante e grave quale lo stato di conflitto con l’archetipo femminile.

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