Come determinare l’altezza del lettino e della sedia per la pratica della Riflessologia del Piede

Il lettino dev’essere alto quanto la metà del terapista meno un pugno.

Per un professionista della Reflessologia del Piede che trascorre diverse ore seduto davanti a pazienti distesi su un lettino, è importante che l’altezza dello stesso e della sedia siano delle misure corrette per avere una giusta postura e non stancarsi inutilmente.

L’altezza del lettino dev’essere determinata quando siamo in piedi.

Chiudendo il pugno, e appoggiando il braccio al lato del corpo, questi dovrebbe essere comodamente appoggiato sul lettino.

Significa che il lettino ideale per noi dovrebbe essere la metà della nostra altezza, meno un pugno, che corrisponde più o meno allo spessore del materassino. Quest’altezza è ideale quando si massaggia in piedi, perché non ci obbliga ad appoggiarci sul paziente, se fosse più alto ci obbligherebbe ad alzare le spalle.

La sedia deve avere le rotelle, cinque per l’esattezza, per corrispondere ai parametri di sicurezza, queste ci permettono di muoverci liberamente anche lateralmente.

Seduti, il gomito e il braccio, lungo al tronco, devono poggiare naturalmente sul lettino, stesso discorso di quando siamo in piedi, le spalle non devono essere ne sopraelevate, ne troppo basse, gli avambracci distesi alla stessa altezza delle gambe del paziente.

Le misure antropometriche dal dopoguerra a oggi sono notevolmente mutate ma i costruttori di lettini pare non se ne siano accorti. E’ molto importante che un lettino sia abbastanza largo e lungo, dev’essere comodo per chiunque, persone più lunghe e larghe della media. Una signora sovrappeso, se obbligata a sdraiarsi su un lettino troppo stretto le sembrerà di essere sdraiata su una tavola da surf, vivrà una notevole frustrazione. Non saprà dove poggiare le mani, il ventre prominente ne ostacola il ricongiungimento.

Una persona lunga più della “norma”, una volta appoggiata la testa sul cuscino, avrà le gambe penzoloni fuori del lettino.

Quello che si raccomanda è un lettino di legno massiccio, stabile, che non sembri un catafalco, io utilizzo un lettino in legno di quelli che si usano in cardiologia, più lungo e più largo dei comuni lettini, sposto i cuscini avanti e dietro adattandoli alle esigenze dei pazienti.

I lettini di nuova produzione, sono fatti soprattutto per facilitarne il trasporto, sono si un po’ più grandi ma troppo leggeri. Dovete tenere in considerazione che quando una persona si sdraia, e ciò non sempre avviene con delicatezza, a volte si buttano sul lettino, il peso e la forza esercitata possono romperlo, mettendo a rischio il malcapitato.

Una volta, un giovane allievo corpulento, sdraiandosi su uno dei lettini di solo metallo della nostra scuola, lo ha letteralmente “sgarrupato”, non mi viene in mente un sinonimo che possa rendere l’idea di vedere questo “giavanottone” alto 190 cm. per 130 kg. di peso, che scompare alla vista dei compagni fracassando al suolo.

Altra cosa da tenere in considerazione sono gli elementi costituenti un lettino: legno e metallo. Un lettino di legno ha viti di metallo, il legno d’estate si contrae e si asciuga, d’inverno si gonfia. Il metallo d’estate aumenta di volume per il calore e si contrae d’inverno per l’umidità, quindi metallo e legno hanno due movimenti opposti nelle stesse stagioni. Attenzione a ogni piccolo scricchiolio, per la sicurezza vostra e del paziente controllate e stringete le viti semestralmente.

Lenzuolini, evitate i lenzuolini bianchi, fanno troppo ospedale, io utilizzo lenzuolini di cotone blu e federe bianche per i cuscini, coprendoli con un lenzuolino uso e getta di carta morbida.

In totale i cuscini devono essere tre, uno sotto le gambe a filo del lettino affinché i talloni possano sporgere e non essere appoggiati, falserebbero la diagnosi posturale, e due sotto la testa, uno più rigido e uno più soffice, quello più soffice sotto, il più rigido sopra, altrimenti gli si chiuderebbe sul viso. Consigliati cuscini riempiti di fibre naturali, devono essere disposti in maniera che le spalle appoggino su quello di sotto e la testa a quello di sopra. I pazienti vogliono sempre vederci mentre parliamo, per questo mettiamo dei cuscini più o meno alti sotto la testa, se durante la terapia danno segni di disagio perché troppo alti o troppo bassi bisogna toglierne almeno uno o alzare lo schienale.

Lo schienale reclinabile è un’alternativa valida, ci permette secondo i casi di utilizzare un solo cuscino. Tanto più una persona ha un atteggiamento cifotico tanto più avrà necessità di un cuscino alto, in qualunque caso chiedere sempre per metterli a loro agio.

A volte i pazienti ci chiedono che tipo di cuscino utilizzare a casa loro perché non sempre trovano pace per dormire. Lo spessore del cuscino o dei cuscini, deve essere determinato mettendosi in piedi appoggiati al muro, appoggiare bene talloni, glutei e spalle, qualcuno ci deve indicare la distanza tra il collo e il muro, tre, quattro dita o più, questa è la dimensione dello spessore del cuscino o dei cuscini schiacciati dal peso della testa. Cuscini più alti se la persona è pesante e corta, il corpo s’inarca e si affonda nel materasso, cuscino più basso se il soggetto e leggero e longilineo, il peso si distribuisce maggiormente sul materasso.

Il mio cuscino preferito è un cilindro ripieno di crusca di grano saraceno. La fodera cilindrica con una chiusura lampo permette di riempire o svuotare la federa fino a quando non avrete trovato la vostra altezza ideale. Durante il sonno con un movimento automatico possiamo girare il cuscino se si riscalda eccessivamente per le nostre esigenze.

Il grano saraceno, è scuro come lo erano i saraceni. Ci si fanno i pizzoccheri e la polenta taragna. Nero, yin, notte, inverno, freddo… Il peso del collo e della testa appoggiata sul cuscino sviluppano calore, il calore determina una vasodilatazione che comporta un maggiore afflusso di sangue ai muscoli del collo e della testa, la crusca assorbe l’umidità, ottima terapia per chi soffre di cervicali.

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