Pipì a letto o enuresi notturna

L'enuresi, o "pipì a letto" può essere causata da diversi fattori. Da uno sviluppo più lento della vescica fino a un sonno molto profondo. Da un problema ormonale fino a una situazione di ansia e stress.

L’enuresi, o “pipì a letto” può essere causata da diversi fattori. Da uno sviluppo più lento della vescica fino a un sonno molto profondo. Da un problema ormonale a una situazione di ansia e stress.

Si presenta nel mio studio, Zu Center di Milano,  una signora dicendomi che già ci conosciamo. Il volto della bella signora mi appare familiare ma non ricordo di averla conosciuta. Mi chiarisce la situazione dicendomi che dieci anni prima aveva accompagnato la figlia da me per un problema di pipì a letto, enuresi notturna.

I dubbi sulla mia memoria che tende all’arteriosclerosi per fortuna si sono subito attenuati. Ricordavo soprattutto la situazione e il problema della figlia. Bambina di dodici anni che non aveva mai smesso di fare la pipì a letto.

Casi simili ne avevo già avuti in passato e risolti con successo, ma quello mi colpì particolarmente per diversi fattori. Quelli trattati in passato riguardavano bambini ai quali era nato un fratello o una sorella, genitori separati, un gemello di quattordici anni… Casi in cui i bambini non avevano smesso di fare la pipì a letto e poi avevano ripreso o non avevano mai smesso.

Pipì a letto ereditaria

In quella circostanza c’era un elemento inconsueto. La pipì a letto aveva un carattere ereditario. Il padre e lo zio avevano avuto lo stesso problema di pipì a letto fino all’adolescenza.
La cosa che continua a stupirmi ormai da anni, per questa o per tante altre situazioni simili, è che mettendomi nei panni di un genitore, per un problema simile non mi verrebbe proprio in mente di portare mio figlio da un reflessologo.

Se ci guardiamo attorno, fino a pochi anni fa la reflessologia era sconosciuta. Ora pare viva una diffusione algoritmica. E non certo per i riconoscimenti scientifici, che ancora non ci sono. La stragrande maggioranza di chi pratica reflessologia del piede è composto da persone con un livello culturale medio basso. In qualunque centro estetico s’incontrerà una reflessologa. Centri massaggi tailandesi dove massaggiano anche i piedi spuntano come funghi in ogni angolo delle città, anche le più piccole.

Chiunque si può mettere a massaggiare piedi, tanto il peggio che possa succedere è… che non succederà niente.
Ovviamente non mi sento di far parte di questa categoria e ammetto alla fine che questi genitori hanno avuto ragione. L’istinto li ha condotti fino a me è hanno avuto ragione, hanno risolto i loro problemi.

Pipì, Zu Center o Lourdes?

Anni fa le persone che arrivavano nel mio studio portavano con sé borse piene di cartelle cliniche ed esami. La frase tipo di una volta era «Questa è l’ultima spiaggia, dopo non so più dove andare!»
Mi facevano sentire di essere in fondo alla lista. Anche dopo Lourdes, lo Zu Center… ed essere in fondo alla coda della speranza certo non mi gratificava.

Con il passare degli anni invece c’è stata una notevole diversificazione dei pazienti. C’è stato un notevole innalzamento del loro livello culturale ed economico.
Anche un abbassamento dell’età, molti sono i giovani che si rivolgono oggi allo Zu Center.
E un aumento degli uomini che si fanno massaggiare. Una volta le donne erano quasi la totalità, ora sono circa il 60/65 %.
Sono cambiate le motivazioni, le problematiche, psicosomatiche, funzionali, e arrivano psicologhe, medici, farmacisti.

È il passa parola

Arrivano per il passa parola, perché sentono o hanno sentito. Gli è stato raccontato, sono curiosi, arrivano con grandi aspettative. Una cosa particolare che si sta diffondendo in questi ultimi anni è che regalano pacchetti di terapie. Pare che sappiano che troveranno risposte che la medicina allopatica non ha dato. Si rivolgono allo Zu Center prima di fare code interminabili per esami e visite frequentemente inutili.

Via crucis

«Siamo stati dai primari più famosi d’Italia. Persino all’estero, promesse, promesse, promesse… esami, esami, esami, alla fine mi dicono che non ho niente! Cercando su internet, sono approdato allo Zu Center, mi ha ispirato fiducia, mi dicono che lei è il primo nel suo campo.»

Ovvio, pare che nessuno vada mai dal secondo. Per la nostra salute si fa qualunque sacrificio. La ragazzina dalla pipì a letto, ora era una bella signorina. La ricordo perfettamente da bambina. Ricordo il fastidio che provavo quando la massaggiavo, pareva che non esistessi. Mi sentivo pesantemente penalizzato. Percepivo di non essere preso in considerazione. Tutto il tempo parlava con la madre, come se io non fossi presente. «Perché sono qui, cosa vogliono?» Pensavo.

Rispettoso emotivo distacco

Ricercando quel “rispettoso emotivo distacco”,  che sempre raccomando ai miei allievi, cominciai a massaggiare ciò che ritenevo opportuno. Senza più tentare d’interagire con lei, altrimenti mi sarei sentito una macchinetta lustrascarpe. Mi buttavo a capofitto nel mio lavoro, la cosa che mi veniva meglio. La sua enuresi notturna era la priorità.

Terminato il tempo a disposizione si rimetteva calze e scarpe. Lei e la madre salutavano e andavano via. Al primo incontro feci una serie di domande di routine inerenti al caso. La pipì a letto si presentava inconsueta per la familiarità. Come già detto, il padre e lo zio paterno avevano avuto lo stesso problema. Solita trafila, per dieci anni, pediatri di alto livello, psicologi, urologi…

Come approdarono allo Zu Center non lo ricordo, non ricordo nemmeno se glie lo chiesi o meno. Il mio approccio alla problematica comunque fu il seguente.

Anamnesi

Prima domanda:  «La pipì a letto la fa nella prima mezz’ora che è andata a dormire o all’alba?≫ Dalla risposta deduco che se bagna il letto poco dopo che si è addormentata, significa che lo sfintere uretrale cede per la perdita di controllo. Quindi pipì a letto per rilassamento dello sfintere uretrale.

Il soggetto durante il giorno è super controllato. Attento alle perdite di urine. Quando si addormenta il controllo cessa, finalmente si rilassa e involontariamente bagna il letto. Il controllo è associato al movimento legno, persona muscolarmente rigida, per scherzare dico sempre: «Lei oltre essere un pezzo unico, è tutta d’un pezzo.»

Pipì a letto in soggetto Movimento Legno

La terapia nella prima fase in questo caso consistette nel massaggiarla in maniera indifferenziata su tutto il corpo con le punte delle dita. Si porta l’attenzione agli strati muscolari più contratti. Il/la paziente comincia a ridere e a contorcersi su lettino in maniera che può apparire esagerata. Sembrava una tarantolata, ma il nostro corpo non da risposte esagerate agli stimoli che riceve. Le risposte sono sempre e solo proporzionali alle proprie esigenze.
Ovviamente la risposta sarà considerata solletico. Solletico insopportabile. La medicina ha dimostrato che il solletico è un “dolore dalla soglia molto alta”. Soglia alta, ma pur sempre dolore visto che passa infatti dagli stessi nervi che portano le sensazioni di dolore.

Tipo di tocco “mæssaggio”

La comprensione. La dolcezza. Il ritmo respiratorio. La forza per esercitare questo massaggio che il corpo in qualunque caso riterrà un’aggressione, sarà determinata esclusivamente dal terapista. Massaggiare. Accarezzare per disperdere l’effetto del tocco. Mobilizzare.

Premere e rilasciare, sono gli strumenti del terapista esperto che sa quando fermarsi. Riprendere. Permettere di respirare perché il/la paziente tenderà ad andare in apnea. Sostenere la generazione di un ritmo respiratorio naturale, eventualmente forzare.

Questo a livello generale. Localmente sui piedi si massaggia l’area riflessa del cingolo pelvico, mediale ed esterno. L’area riflessa dei reni sarà sempre una costante. I punti due e tre del meridiano della milza, punti di tonificazione e accelerazione della circolazione dell’energia. La funzione della milza/terra è di contenere i liquidi.

Nei soggetti rigidi sono importantissimi il massaggio dell’area della “bambina negata”, lo spazio tra le scapole. Considero l’area come un deposito della spazzatura emozionale. Se l’attraversiamo da dietro avanti, attraversiamo il cuore. Gli atteggiamenti posturali ci daranno indicazioni soggettive, differenti da soggetto a soggetto.

Ogni terapista è un artista

Non ho protocolli o ricette da dare, suggerisco percorsi. Una chicca però ve la voglio dare in questa circostanza, ogni tanto qualche pillola di segreta saggezza cinese ci scappa. Il bambino deve auto massaggiarsi per tre minuti, ogni punto corrispondente palmarmente l’articolazione prima-seconda falange e seconda-terza falange del quinto dito delle mani, il mignolo, quindi dodici minuti ogni sera prima di andare a letto.

Shoutaiyang xiaochanjing e  shoushaoyin xinjing

Gli angoli ungueali del mignolo sono i punti jing, pozzo, dello shoutaiyang xiaochanjing, intestino tenue e shoushaoyin xinjing, cuore, quindi il mignolo è percorso da due meridiani, uno che sale e uno che scende. I punti da massaggiare sono due punti ex, fuori meridiano, hanno una funzione di shunt, di collegamento dell’energia tra i due meridiani, come le gallerie d’emergenza nei tunnel autostradali.

Shaoyin

Lo shaoyin, meridiano del rene/cuore si origina dal centro della terra, va verso l’alto e porta il fuoco, lo shoushaoyang arriva dal cielo, porta l’acqua, raffredda e va verso il basso. Le dita reflessologicamente si associano alla testa, in questo caso parliamo di problematiche di origine psicosomatiche, sollecitando questi punti si assolve una funzione regolarizzante i flussi.

Pipì a letto all’alba

Se il piccolo paziente invece bagna il letto all’alba, durante le ore più fredde dell’intera giornata, parliamo di vuoto di yin. Il bambino fa sogni angoscianti. Percepisce freddo. Le urine sono calde, per questo non si sveglia. In questo caso porteremo l’atteggiamento terapeutico mirato a sostenere il rene e l’energia ancestrale.

Uno dei punti più importanti da massaggiare sui piedi è V67, zhiyin, arrivo degli yin, punto pozzo dello zutaiyang pangguangjing. Per arrivo degli yin intendiamo l’ultimo punto del meridiano che porta l’acqua e il freddo. In questo caso la simbologia ci riporta agli yin, da interpretarsi come Gui, spiriti cattivi.

Mostri che popolano i sogni e fanno venire gli incubi. Per me, però, ciò che determinò la rapida risoluzione del caso, fu l’assoluta indifferenza della paziente nei miei confronti.

Indifferente, demotivata

Fu portata dalla madre che percepiva il problema più della figlia. La bambina non era assolutamente coinvolta nel processo di evoluzione. Passiva, seguiva la madre che da dieci anni la portava da pediatri, psicologi, urologi… A distanza di anni ricordo le domande che le feci e le risposte che ricevetti dalla madre.

Frequentemente pazienti che tornano dopo anni per sé o per accompagnare altre persone, mi chiedono come faccio a ricordarmi così tanti particolari, di tanti pazienti. In verità io non faccio nessuno sforzo mnemonico. Non prendo appunti. Non faccio cartelle cliniche. Le informazioni si depositano a livello ipotalamico in maniera assolutamente involontaria.

Rimangono depositate in questa memoria antica senza controllo. Quando necessario è sufficiente una parola. Un profumo. Un gesto che possono apparire del tutto casuali, per determinare la riemersione di vissuti. Sono come una spugna che rilascia l’assorbito.

Prima seduta

Alla prima seduta dopo la diagnosi reflessologica, chiesi alla madre se aveva notato un aumento delle urine. Se fossero più colorate.  Un odore più intenso.  La risposta fu che non ci aveva fatto caso. Al massaggio successivo alla stessa domanda rispose che sì, il pannolone era diventato pesante, le urine più scure, più abbondanti e con un odore più forte.

Era la risposta del suo organismo al massaggio della funzione yin del rene. La situazione si stava strutturando. Massaggio seguente, il pannolone era rimasto asciutto. Non aveva fatto la pipì a letto per la prima volta dopo dodici anni. Seguirono ancora pochi massaggi per stabilizzare la situazione. Ma non fece più la pipì a letto.

La madre

Ora signorina ventiduenne, la ragazza si trova negli Stati Uniti per motivi di studio. La madre ha iniziato una serie di massaggi perché entrata in menopausa. Si sentiva un po’ gonfia: «Vorrei un massaggio che mi riequilibrasse energeticamente.»

Già dopo la prima seduta ha avvertito i benefici del massaggio, meno gonfia ha deciso di seguire di essere mæssaggiata, più per il piacere, che per un’esigenza oggettiva.

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