JĪN, Metallo, colore bianco, l’autunno.

Metallo JĪN, Il tempo del ritiro. JĪN, corrisponde all’ovest. JĪN è interiorizzare. Il colore di JĪN è bianco.

Bianco

JĪN, Il bianco è il colore della trasparenza. Lo associamo al JĪN, Movimento Metallo, figlio della Terra. Nell’autunno si manifesta con una doppia polarità. Bianco, riferito allo yang, parte alta, il cielo. La trasparenza dell’atmosfera secca in questa stagione dal cielo limpido. JĪN è il periodo che chiamiamo l’estate di San Martino. Il cielo è terso per effetto del vento di maestrale che soffia dall’ovest.

Marrone

Marrone riferito alla terra arata, lavorata. Le foglie gialle della tarda estate già cadute che marciscono. L’organo zang (pieno) di JĪN è il polmone. Definito al singolare dai cinesi perché visto nell’osservazione dei torturati come un unico albero. La trachea, albero bronchiale, con due grossi frutti. I polmoni, uno diviso in tre lobi e l’altro in due. Il corrispondente organo fu, vuoto, di JĪN è il colon o grosso intestino.

La casa del respiro

JĪN, il polmone è il quartier generale dell’apparato respiratorio. Rappresenta tutto quanto si possa riferire all’aria, spirito vitale, lo shen del po per i cinesi, “…e Dio vi soffiò l’anima…”. Tutto ciò che si riferisce all’apparato respiratorio è considerato strettamente relazionato alla vita. Senza mangiare possiamo resistere trenta giorni, senza bere dieci giorni, senza respirare tre, quattro minuti.

Qi soffio vitale

Quando il bambino nasce l’affermazione del suo vivere autonomo è JĪN, il pianto come atto respiratorio. Nasciamo quindi con un atto espiratorio e quando moriamo esaliamo l’ultimo respiro espirando. Lo spazio situato tra faringe laringe e trachea bronchi è detto “spazio morto”. L’aria in esso contenuta è ferma ed è messa in movimento solo dalla ventilazione polmonare perché la trachea è un tubo rigido.

Spirometria

La capacità d’incamerare ed eliminare aria, quantificata attraverso l’esame spirometrico, si dice capacità vitale. Ecco quindi che tutto ciò che è relazionato ai polmoni, all’apparato respiratorio, è letto attraverso il significato di vita e di morte, JĪN, legato comunque alla spiritualità.

Purezza

Il colore di JĪN, del Movimento Metallo, è il bianco. Ci ricollega analogamente a un significato di purezza. Ci si veste di bianco quando si vuol far notare la propria pulizia. Nella simbologia del linguaggio si parla di “cavaliere senza macchia e senza paura”. Il concetto quindi di macchia, di sporco, è in antitesi con il concetto di purezza. Il bianco è posto in alto, il marrone in basso.

Lo yin di JĪN è il marrone

Lo associamo alla massa fecale che è eliminata dall’orifizio posto in basso. L’aria è eliminata dal naso, orifizio posto in alto. La massa fecale, prodotto di eliminazione della metabolizzazione di ciò che abbiamo mangiato, si associa a una qualità fisica, materiale, terrestre. L’aria, anima, è il nutrimento dello spirito.

 

I.A.R.S. (Identificazione Aree Riflesse Sensibili)

JĪN MOVIMENTO METALLO

Fa­rin­ge e la­rin­ge
Nel­la vi­sio­ne dor­sa­le del piede la mem­bra­na tra il pri­mo e il se­con­do di­to, u­no dei baxie, ot­to de­mo­ni, già in­con­tra­ti, cor­ri­spon­de al­l’a­re­a del­la fa­rin­ge-la­rin­ge.
La tra­che­a
Scen­den­do lun­go lo spa­zio in­fra­os­se­o tra la pri­ma fa­lan­ge del pri­mo e del se­con­do di­to, con­ti­nuan­do sul­lo spa­zio in­fra­os­se­o pri­mo se­con­do me­ta­tar­so in­con­tria­mo i do­di­ci pa­laz­zi. Cor­ri­spon­do­no ai do­di­ci a­nel­li del­la tra­che­a. Do­di­ci co­me le ver­te­bre dor­sa­li. Do­di­ci co­me le cop­pie di co­sto­le. Co­me i me­si del­l’an­no e i me­ri­dia­ni prin­ci­pa­li. La tra­che­a ter­mi­na nel ter­zo pros­si­ma­le del­lo spa­zio in­fra­os­se­o pri­mo e se­con­do me­ta­tar­so. Ap­par­te­nen­do al Mo­vi­men­to Me­tal­lo, il suo co­lo­re è il bian­co.
I pol­mo­ni
L’a­re­a ri­fles­sa dei pol­mo­ni è cir­co­scrit­ta al­le te­ste del se­con­do ter­zo me­ta­tar­so vi­sio­ne plan­ta­re e par­te del­le pri­me fa­lan­gi del se­con­do e ter­zo di­to.
Il co­lon
Sul pie­de de­stro, la par­te la­te­ra­le e­ster­na del cu­boi­de vie­ne a es­se­re co­per­ta dal­l’a­re­a i­den­ti­fi­ca­ta co­me co­lon a­scen­den­te.  Pro­se­gue con il co­lon tra­sver­so sot­to la li­ne­a dia­fram­ma­ti­ca. Con­ti­nua sul pie­de si­ni­stro di­scen­den­do sul cu­boi­de. Se­gueno a­na­to­mi­ca­men­te il ca­na­le che vie­ne a ge­ne­rar­si sul­l’ar­ti­co­la­zio­ne cu­boi­de cal­ca­ne­a­re. Con­ti­nua con il sig­ma e u­na par­te del ret­to.
Il ret­to e l’a­no
Nel­la vi­sio­ne la­te­ra­le in­ter­na, su am­be­due i pie­di sot­to l’a­re­a ri­fles­sa del­la ve­sci­ca, in­con­tria­mo il ret­to. Del trat­to ter­mi­na­le in­te­sti­na­le, u­ni­co e cen­tra­le, ne tro­via­mo la por­zio­ne si­ni­stra sul pie­de si­ni­stro e la por­zio­ne de­stra sul pie­de de­stro. L’i­den­ti­fi­ca­zio­ne a­na­to­mi­ca è de­ter­mi­na­ta dal­la ca­vi­tà che vie­ne a es­se­re ge­ne­ra­ta  dal­la tu­be­ro­si­tà in­fe­rio­re del cal­ca­gno. La ca­vi­tà rap­pre­sen­ta l’am­pol­la ret­ta­le. Il ret­to se­gue fi­no al pun­to ri­fles­so del­l’a­no che si i­den­ti­fi­ca nel­la pic­co­la ca­vi­tà, ge­ne­ra­ta a sua vol­ta da u­na pic­co­la tu­be­ro­si­tà po­sta su­pe­rior­men­te po­ste­rior­men­te.
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