MÙ Movimento Legno, colore verde, primavera

MÙ Legno

Primo dei Wu Xing

ideogramma MU Legno
Immagine dell’ideogtramma MU Legno

Nel pensiero taoista cinese MÙ, il Legno, rappresenta l’inizio, la ricrescita e la nuova vita. Mu Movimento Legno ci fa pensare agli alberi, alla vegetazione. La vegetazione ha la sua principale manifestazione in primavera. Il colore dominante è il verde. L’erba comincia a comparire sul prato. Le foglioline e le gemme sugli alberi. Gli uccelli cominciano a cantare. Tornano gli uccelli migratori. Si risvegliano gli animali dal letargo.

MÙ, apparire.

Tutta la natura si risveglia. L’energia cosmica di MÙ che domina in primavera è il vento, il vento che spazza via l’inverno. La primavera è la stagione legata alla nascita in tutti i sensi, ma meglio sarebbe parlare di apparire, poiché ciò che definiamo nato in realtà già era sotto un’altra forma.

Primavere

Una volta si annoveravano gli anni contando le primavere. Nella vita di un uomo ci sono le sue primavere, periodi di nascite e rinascite. La nascita è la separazione dalla madre. Il taglio del cordone ombelicale. Rappresenta il passaggio dallo yin allo yang: dal non visibile al visibile.

Cordone ombelicale

Il bambino è nutrito dalla madre attraverso il cordone ombelicale che raggiunge il suo fegato. Il fegato è l’organo zang (pieno) connesso a MÙ Movimento Legno. Il fegato produce la bile che è verde. Questa è trattenuta dalla cistifellea, organo fu (vuoto).

Occhi gialli? Verdi.

Quando una persona ha delle problematiche riferibili al fegato, oltre alla palpazione, si controlla la sclera degli occhi per evidenziare un eventuale cambio di colore che farebbe ravvisare la presenza di bile prodotta dal fegato nel sangue in quantità superiore alla norma. Ecco quindi un’altra intima correlazione tra gli occhi e il Fegato-Legno.

, nascita.

MÙ è quando nasce un bambino e si dice «È venuto alla luce!» Oppure quando una persona finalmente comprende una situazione si dice: «Finalmente ha aperto gli occhi!» Nascita a una nuova vita, a una nuova possibilità interpretativa. La parola Buddha per esempio significa l’”Illuminato”.

Crampi

Quando la cistifellea vive un vuoto energetico si avrà un pieno di struttura che si manifesta con la difficoltà di immettere bile in circolo. La persona ha facilità alla lacrimazione. La bile è basica e neutralizza o controlla l’acidità che abbiamo in circolo. Quando abbiamo i crampi è perché i nostri muscoli sono attaccati dall’acido alfa attico e così la relazione legata a MÙ Movimento Legno si va allungando, i muscoli infatti fanno parte di MÙ Movimento Legno come strati del corpo.

Rigidità

I muscoli si contraggono e si irrigidiscono quando siamo impossibilitati a verbalizzare le nostre emozioni. Non verbalizzando le somatizziamo.  Le manifestiamo attraverso un eccessivo controllo e irrigidimento muscolare. Le persone che sono descritte come biliose a volte possono avere dei salutari, per loro, travasi di bile, sintomo della perdita del controllo.

Ira

Altri concetti legati a MÙ Movimento Legno controllo sono l’ira come emozione principale, emozione determinata dalla perdita del controllo, grida, lacrime, manifestazioni della perdita di controllo.

Bile

Altra relazione con MÙ Movimento Legno, con il verde, il fegato, la cistifellea, può essere il vomito biliare, di colore verde. Diverso quello gastrico giallo, colore dei succhi gastrici, dalla ematemesi rosso, perché sangue, dalla scialorrea o eccessiva salivazione o dal vomito alimentare che in situazioni veramente gravi e importanti, come in patologie determinate dall’occlusione intestinale può, il vomito alimentare, condurre una persona a vomitare le proprie feci.

 

I.A.R.S. (Identificazione Aree Riflesse Sensibili)

Visione plantare, piede destro, quarto metatarso. L’epifisi distale è il punto riflesso della cistifellea, che è posta sul lato destro del nostro corpo.

L’area attorno a questo punto diventa l’area riflessa del fegato. La forma di quest’area non è casuale,  la callosità è la manifestazione della pienezza del fegato, che si generarsi quando una persona ha delle problematiche più o meno evidenti.

Questi aspetti saranno approfonditi nei capitoli successivi. L’area riflessa della cistifellea è in assoluto sempre più sensibile dell’area circostante, quella del fegato, proponendo il parallelismo sintomatico.

Infatti, è sufficiente un piccolo calcolo nella cistifellea o nel coledoco per generare una dolorosissima colica epatica. Sintomaticamente è una manifestazione molto yang, acuta. Un fegato anche molto ammalato, cirrosi epatica o tumore, non avrà proporzionalmente una sintomatologia altrettanto importante, trattandosi di patologie croniche che danno sintomaticamente delle manifestazioni sorde e diffuse, yin.

Nelle edizioni precedenti della mappa, per essere più aderente al realismo anatomico che a quello grafico riflesso, avevo rappresentato anche il coledoco, che però, in una ottica reflessologica podalica non è evidenziabile perché non è sensibile, perciò non identificabile.

Per questo motivo nelle rappresentazioni grafiche più recenti è stato omesso. Il fegato è colorato in verde assieme alla cistifellea per il riferimento al Movimento Legno.

Gli occhi
Secondo la visione taoista esiste una relazione tra fegato e occhi: “Gli occhi sono la luce del fegato” “il fegato si apre negli occhi”, questi li indicheremo su ambedue i piedi, visione plantare sul secondo e terzo dito nelle articolazioni falangina-falangetta, con due cerchietti. Perché due dita per un occhio e due dita per un orecchio?

Nelle numerose mappe della riflessologia, reflessologia, del piede tutti gli esponenti di questa disciplina collocano quest’area alla base delle falangi. Quando durante la mia ricerca incontravo persone con occhiali spessi come fondi di bottiglia, miopi come talpe, toccando la base delle dita riscontravo che i sintomi non erano proporzionali alla gravità della loro affezione.

Mi si ripresentava una situazione analoga a quella riscontrata già con quei soggetti, la cui risposta riflessa della zona del cuore non era proporzionale alla gravità del suo problema. Toccando quindi un poco più su, più giù, a lato, cambiando l’inclinazione del dito e generando quindi differenti pressioni.

Un giorno un “eureka” affiorò alle mie labbra. L’epicentro del dolore, dopo verifica di tantissimi casi, si localizzava decisamente sull’articolazione falangina falangetta. Su questo punto non è nemmeno necessaria una pressione, basta una semplice carezza a provocare un improvviso sussulto per l’inaspettato dolore avvertito dal paziente.

La catalogazione dei dati continuava. Un altro limite cominciò a evidenziarsi quando, ad alcuni pazienti che non portavano occhiali ma che riscontravano una ipersensibilità nell’area riflessa identificata, chiedevo se fossero miopi. Alcuni confermavano una manifesta miopia maggiore in un occhio rispetto all’altro, coerentemente con la loro sintomatologia. Alcuni non denunciavano miopia, bensì presbiopia o astigmatismo.

La ricerca mi induceva a dare una svolta ancora più analitica. La risposta al mio quesito iniziale: «Perché due dita per un occhio?» «Perché due dita per un orecchio?» Il secondo dito mi dava l’indicazione ormai consolidata della miopia, il terzo dito invece acquisiva il significato di presbiopia. Nei giovani non sussiste presbiopia, è una caratteristica dell’invecchiamento, ed ecco quindi che lo stesso punto per un giovane e per un vecchio acquistava significati differenti.

Nel giovane, l’articolazione falangina falangetta del terzo dito fornisce l’indicazione di astigmatismo, nelle persone anziane la stessa area riflessa diventa indice di presbiopia.

È una persona con caratteristiche più specificatamente relazionabili a MÙ, Movimento Legno.

Il miope è una persona meticolosa. Precisa. Ha quasi l’ossessione del particolare. Per cui gli sfugge il generale. Quando legge il giornale il miope mette a fuoco una riga per volta. Deve avvicinarsi molto al foglio fino quasi a toccarlo col naso. Questo è un aspetto caratteristico dei giovani, passionali, viscerali, con il sangue agli occhi.

Il presbite invece quando legge deve allontanare la scrittura per metterla a fuoco. Impossibilitato a fare altrimenti, gli sfuggono i particolari. Se inseriamo il giornale nel sistema già in precedenza accennato, di microcosmo macrocosmo, ecco che il micro diventa il piccolo fatto di cronaca locale, su cui si concentrerà il miope, mentre il presbite tenderà a una visione molto più ampia degli stessi avvenimenti.

Muscolo trapezio
Nella metafisi, parte centrale dell’osso, della prima falange del secondo dito, ambo i piedi, sulla mappa troviamo un cerchietto colorato verde che corrisponde al punto riflesso del muscolo trapezio.

Muscolo sternocleidomastoideo
Nella visione dorsale, invece, opposta alla plantare, troviamo il suo muscolo antagonista. Lo sternocleidomastoideo, situato nello spazio infraosseo tra secondo e terzo metatarso. Su entrambi i piedi perché anche questo è un muscolo bilaterale. La parola sternocleidomastoideo è composta da tre termini. Sterno, riferito all’osso mediale del torace. Cleido riferito alla clavicola. Mastoideo, l’osso mastoide, è la protuberanza evidente della parte inferiore posteriore del cranio.

Il trapezio destro è antagonista del trapezio sinistro. Lo sternocleidomastoideo destro è antagonista del suo omonimo sinistro. I trapezi sono antagonisti degli sternocleidomastoidei.

Pene-vagina
Il trattino situato sotto il malleolo interno sopra l’area riflessa dell’utero-prostata corrisponde, in maniera un po’ impropria, dato il colore verde relativo ai muscoli, al pene o vagina.

Muscolatura addominale
Sotto la linea del diaframma, nella visione dorsale, abbiamo i tre cuneiformi che con il cuboide vengono a rappresentare la muscolatura addominale ed essendo muscoli anch’essi sono colorati verde.

Glutei
Visione laterale esterna. Evidenziamo ancora con un’altra proiezione laterale parte della muscolatura addominale. Ciò che va a coprire la parte esterna del calcagno, rappresenta il bacino, è la zona riflessa dei glutei.

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