Original Reflexology Zu

 

All’inizio del mio cammino sulla via della Riflessologia del Piede,

il mio entusiasmo era tale che toccavo i piedi di tutte le persone che frequentavo.

Toglievo le scarpe personalmente a chi si dimostrava restio a farlo.

Non vedevo nient’altro che piedi.

Passò del tempo e un giorno presi coscienza che la maniera di trattare i piedi non era più la stessa.

Non stavo più massaggiando semplicemente piedi, stavo massaggiando piedi di persone.

Trascorse del tempo e riflettendo sul cammino percorso mi accorsi che la mia attenzione si era spostata.

Il mio lavoro mi appariva diverso, ora stavo mæssaggiando persone attraverso i piedi.

Il Tao è continua evoluzione.

Oggi il mio lavoro mi porta a mæssaggiare l’Anima delle persone attraverso i piedi.

Terminata questa fatica sono pronto per la pubblicazione originale del secondo libro di Riflessologia Plantare Metodo Zu.

Laozu Baldassarre

 

Prefazione primo libro di Reflessologia Zu

Di un libro le pagine della prefazione si scrivono alla fine, si pongono all’inizio e quasi nessuno le legge. Per di più queste sono un rimaneggiamento della prima edizione. Molto tempo è passato da allora, perciò ho sentito il dovere di fare una specie di consuntivo in questa ultima ristampa. Mi decisi a scrivere questo libro per la costante insistenza degli allievi che partecipavano ai miei corsi. Insistevano sull’esigenza di avere materiale stampato per rileggere e rivedere le informazioni acquisite. La gestazione fu lunga, mi sentivo Penelope. La sensazione era di cancellare più di quanto scrivessi. Ciò che in precedenza mi parevano scoperte, poi mi apparivano ovvietà non più degne di nota. Intuizioni e verifiche si sovrapponevano.

Danza derviscica

Si sostituivano in una roteante ipnotica danza derviscica. Vivevo la sensazione di assistere e partecipare a una pellicola accelerata. Rotolare in discesa, la velocità cresceva in maniera esponenziale. Ciò che scrivevo mi pareva invecchiasse rapidamente tra le mie mani. Le intuizioni che poco prima mi erano parse brillanti, in breve tempo erano sostituite da scoperte che aprivano nuove porte e nuovi orizzonti di ricerca. La molla che mi fece decidere di scrivere questo libro fu quando un allievo, portavoce di un gruppo di studio, mi disse: «Continui pure a viaggiare alla sua velocità, ma per favore faccia un fermo immagine per noi, fotografi questo momento e poi continui pure per la sua strada, almeno così noi avremo qualcosa da leggere.»

Il ragionamento non faceva una piega…

Come non potevo accontentare chi mi chiedeva qualcosa di scritto sulla Riflessologia del Piede, argomento ancora nuovo e sconosciuto ai più in quei tempi? Ero nel pieno di una foga scopritiva e le persone che intervenivano alle mie conferenze insistentemente esprimevano il desiderio di saperne di più su questa tecnica e sul metodo che stavo definendo. Diversi amici mi aiutarono a far sì che questo testo vedesse la luce. Ognuno di loro diede il suo contributo. Per me è doveroso uno speciale ringraziamento a Luciana Colangelo, amica, poi allieva, ora ottima collega. Ha seguito fin dall’inizio il mio cammino professionale. Quando mi restituì il testo ultimato, che le avevo dato da leggere e correggere, quasi mi venne da piangere. Intere pagine erano quasi tutte sottolineate, corrette, cancellate, irriconoscibili.

Non era più il mio libro

Il libro che avevo scritto con tanti sforzi era stato riscritto, non ne ero più l’autore. Che dire? Che fare? Per mesi si era dedicata con dedizione alla lettura e alla ristrutturazione del testo. Riportando le correzioni nel computer mi resi conto invece che i contenuti, non erano per nulla cambiati, il testo aveva acquisito leggerezza e scorrevolezza. Non era stata tolta o aggiunta una sola parola. I soggetti posti alla fine d’ogni frase, tipico modo di parlare del sud, erano stati spostati all’inizio. Il testo era stato rovesciato come un calzino. Appresi più italiano trascrivendo le correzioni che in tanti anni di scuola, allora più che adesso scrivevo come parlavo.

Ettore grafico

Per la grafica e l’impaginazione determinanti furono la professionalità e la competenza di Ettore Carabia. Amico fraterno che mi diede la possibilità di tradurre graficamente gli elaborati. Le prime mappe pubblicate erano state stampate in serigrafia. In quei tempi di rapida evoluzione anche Ettore fece un salto qualitativo, il suo lavoro era passato dalla serigrafia manuale all’informatizzazione dei manufatti, i disegni originali che avevo eseguito manualmente, furono digitalizzati, dando così alla grafica un aspetto più gradevole, pulito ed essenziale. Per interagire con lui cambiai il mio computer IBM e acquistai il mio primo Macintosh.

Dinosauri IMB

Allora i computer avevano funzioni ben distinte: gli IBM e compatibili (così erano chiamati), utilizzavano il sistema DOS, oggi dinosauri dell’informatica ed erano specializzati in calcolo e scrittura. Gli esordienti Macintosh in grafica e impaginazione. Le radici delle mie competenze informatiche risalgono a quegli anni ed Ettore con la sua competenza mi ha trasmesso il perfezionismo della professionalità.

Claudia pittrice

L’immagine dei due piedi riempiti con gli organi, icona dello Zu Center e Zhen Li, con la sua compagna Xun Li, la coppia di cinesi che si massaggiano i piedi, sono disegni elaborati da Claudia Colangelo. Artista dalle mani di fata. Qualunque materiale porrete nelle sue mani in breve tempo sarà trasformato in qualcosa di artistico. Sono passati molti anni da allora, non mi piace ricordarne quanti. Non mi piacciono le date, mi danno la sensazione che fermino il tempo mentre sono costantemente proiettato verso il futuro. Prima di rileggere il libro pensavo di dover apportare modifiche sostanziali.  Con grande stupore mi sono accorto di quanto è ancora attuale, anche i disegni anatomici delle ossa, le loro proporzioni, gli studi che ho fatto in seguito, lo confermano.

Ho scritto altri sei libri sull’argomento

I contenuti sono stati arricchiti, c’è stata una verticalizzazione nell’interpretazione della persona e della malattia. La maniera di fare diagnosi reflessologiche e terapie è cambiata molto: si sono verticalizzate. Spero che come un buon vino il contenuto dei miei testi migliorino con il passare del tempo, siano di aiuto e stimolo a quanti si avvicinino a questa metodica. In altri testi di reflessologia, stampatio pubblicati su internet, frequentemente trovo qualcosa di familiare, a volte così familiare che non hanno cambiato nemmeno le virgole nel copiarli. Mi piacerebbe invece un giorno leggere evoluzioni della mia metodica, qualcuno che prendendo spunto dai miei studi fosse andato avanti, finalmente potrei tornare a essere allievo.

La Reflessologia Zu è una reflessologia tridimensionale perché noi siamo tridimensionali

I piedi sono massaggiati sulla pianta, sul dorso e medialmente. Sono utilizzate tutte e dieci le dita, non solo il pollice. Il massaggio è esercitato con differenti intensità, velocità, direzioni, pressioni, sfregamenti, mobilizzazioni… informazioni mirate a raggiungere i differenti strati corporei: pelle, connettivo, vasi sanguigni, muscoli e ossa. Si massaggia da seduti, in piedi, frontalmente e di spalle il paziente, secondo l’esigenza della direzione e della forza che deve essere impressa al movimento delle dita.

Mozart e MTC

La presenza costante della musica, tendenzialmente mozartiana, imprime un ritmo al massaggio che ne esalta la percezione e la funzione. La conoscenza e l’applicazione dei principi della Medicina Tradizionale Cinese, attraverso i punti d’agopuntura presenti sui piedi, sono una peculiarità di questa tecnica. Per aumentare l’effetto del massaggio ci sono circostanze in cui ci si avvale di strumenti non invasivi. La nostra azione è orientata a movimentare le potenzialità circolatorie. Sanguigna, (arteriosa e venosa), linfatica ed elettrica, con il fine di stimolare le fisiologiche capacità di auto guarigione.

Basta così, se continuo quella che doveva essere solo una prefazione rischia di diventare un altro testo.

Vi auguro buona lettura.

Laozu Baldassarre