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Zu Center - Massaggi ai piedi, Riflessologia Plantare, terapie Naturali antalgiche

Reflessologo Plantare Zu, percorso di Laozu Baldassarre 2° parte

Reflessologia PlantareMassaggio ai piedi

Nascita di un Reflessologo Plantare zu

Ci sono scuole private che organizzano corsi di varia durata, da uno o più weekend, fino a tre anni. La maggior parte di loro preparano a massaggiare piedi, la Reflessologia Plantare Zu, è tutt’altra cosa. Tutte le scuole millantano riconoscimenti, ma nessuna è riconosciuta dallo stato italiano, sono riconosciuti solo da se stessi, quindi diffidate.

Continua la storia di come da massaggiatore dei piedi sono diventato Reflessologo Plantare Zu

In ospedale materiale umano per sperimentare la tecnica appena acquisita di Reflessologo Plantare non mancava. Massaggiavo a più non posso chiunque, alla ricerca di aree sensibili sulla pianta del piede.  Sarà stata la fortuna del principiante, ma parlo anche di patologie gravi, bambini con blocchi renali o vescicali che ricominciavano a urinare, riducevo dolori che la morfina non calmava.

Unico infermiere uomo nel reparto di pediatria, con più anni di esperienza, sostenuto dalle colleghe che si facevano carico delle mie incombenze per darmi la possibilità di massaggiare i bambini, massaggiavo, stavo diventando Reflessologo Plantare, risultati benché strepitosi ovviamente non erano supportati da nessun riscontro scientifico, non lo sono tutt’oggi, immaginarsi all’ora, puro empirismo.

Le chemioterapie per i bambini erano devastanti

Non farci soffrire…

M’imploravano di non farli vomitare, perché a parte i vari dolori, quel continuo vomitare era per loro la sofferenza più grande. Cosa dovevo fare, se non massaggiare l’area riflessa dello stomaco? Reflessologo Plantare in erba, quando la massaggiavo, i poveretti soffrivano un po’ meno ma vomitavano di più. Cosa succedeva? Perché? Dove stavo sbagliando? Cominciarono ad affiorare i primi quesiti, i primi dubbi.

Il massaggio riflesso fa vomitare di più?

Solo con il tempo compresi che quel vomitare più intensamente non era qualcosa di errato dei miei massaggi. Era l’organismo che sostenuto e sollecitato nel processo di eliminazione degli effetti collaterali delle chemio, aumentava il vomito per liberarsi prima possibile delle tossicità.

Ecco, di queste righe mi farebbe piacere che il lettore facesse tesoro più delle informazioni che trasmetto, più che gli eventi in se, patrimonio personale che ormai fanno parte del mio passato. Comunque terminata la somministrazione della chemio, i massaggi mirati a sostenere gli organi della metabolizzazione e dell’eliminazione erano di grande aiuto.

Pazienti sottoposti a chemioterapia oggi raccontano che con i miei massaggi il recupero delle funzioni vitali primarie sono notevolmente accelerate, ritornano a una relativa normalità in tempi molto più brevi.

I chemioterapici sono degli antibiotici ad alto potenziale, hanno un notevole potenziale distruttivo, rispetto a quelli di trenta/quaranta anni fa questo potere oggi è più mirato, si attaccano le cellule cancerogene in maniera sempre più selettivamente, riducendo così gli effetti collaterali.

Reflessologo Plantare, risultati incoraggianti

I risultati ormai erano quotidiani, sempre più costanti, la ricerca di aree sulla pianta del piede continuava, però mancava di prove scientifiche! Ovviamente a chi soffre delle prove scientifiche non interessa granché, effetto placebo? Placebo o non placebo il grido di dolore era NON FATEMI SOFFRIRE!

Reflessologo Plantare “fatto”, non vedevo nient’altro che piedi

Ormai il virus reflessologico era entrato nel mio cervello. Non vedevo nient’altro che piedi. Amici, parenti, tutti in fila per farsi massaggiare, tanto non costava nulla, la cosa incuriosiva, un massaggio gratis ai piedi è sempre meglio di un pugno in faccia. Peggio che possa succedere, non succederà niente. Materiale umano non mi mancava. In fondo al piccolo testo Massaggio Zonale, incontrai una bibliografia di testi stranieri.  

Ero affamato d’informazioni riguardo questa materia per cui sempre più spesso mi recavo alla libreria Cortina di Milano, difronte all’Università Statale, di cui in poco tempo divenni assiduo frequentatore, cliente e compratore compulsivo, ordinai i primi testi stranieri di Reflessologia Plantare.

Amici, conoscenti, pazienti, mi aiutavano nelle traduzioni. I testi erano piccoli, non erano dei tomi, ma ben presto scoprii che per me avevano poco da dire, ogni libretto aveva una bibliografia che andava ad arricchire la mia libreria personale. In poco tempo mi resi conto che avevo quasi tutti i libri al mondo pubblicati sull’argomento fino a quel periodo di cui ero a conoscenza. 

Volevo diventare Reflessologo Plantare a tutti i costi

Computer e internet non esistevano ancora. L’unica cosa che era aumentata in me era l’insoddisfazione determinata dalle non risposte incontrate in quei libri. Ero sempre più arrabbiato e contrariato per l’inconsistenza delle informazioni, le banalità degli enunciati, fumo… Oggi, a distanza di anni la situazione non è molto cambiata.

Librerie alternative alla ricerca di testi per diventare Reflessologo Plantare

Delegavo amici e conoscenti che andavano all’estero di andare a spulciare in quelle che in quel periodo erano le così dette librerie alternative. Catalogavo le mappe per similari. Le più grandi le facevo rimpicciolire, mi procurai una scrivania lunga più di due metri per confrontare le differenti mappe. Il fegato, il cuore, i reni, ogni mappa era differente per particolari piccoli e grandi.

Non trovando risposte in quel genere di testi la mia attenzione si spostò su qualcosa di più scientifico, per cui cominciai a studiare le basi neurobiologiche del sistema nervoso, fisiologia dell’apparato locomotore, approfondimenti che riguardavano i piedi sotto qualunque aspetto, anatomia, fisiologia, patologia, simbologia.

Se in sala operatoria arriva una persona con un’appendicite e dev’essere operata, il chirurgo non ha esitazioni dove dover affondare il suo bisturi. Se il soggetto è un europeo, un asiatico, un africano, l’appendice infiammata è lì.

Per un anno frequentai anche un corso della Regione Lombardia per pedicure, per cui mi diedero anche l’attestato abilitativo a tagliare calli. Le mappe in mio possesso cominciavano a diventare veramente tante, ogni libro ne presentava una differente.

Le mappe in mio possesso cantavano ognuna una messa propria

storiareflex
Mappa dei piedi indiana,+
a sinistra l’albero della vita, a destra i sette chakra
Reflessologia Plantare
Mappa dei piedi con organi disegnati
Reflessologia Plantare
Mappa dei piedi, scuola Ingham

Reflessologia Plantare
Mappa dei piedi, molto approssimativa
Reflessologia Plantare
Mappa di piedi stilizzata

Erano differenti l’una dall’altra. In questo caos d’informazioni l’unica cosa certa era che la “cosa” funzionava, non sapevo bene e come perché, ma funzionava. 

Il rapporto con l’ambiente ospedaliero mi andava sempre più stretto. D’altronde avevo studiato come infermiere professionale per prepararmi all’avventura di volontariato internazionale, provenivo da una formazione artistica, pianoforte e istituto d’arte, non ero programmato per fare l’infermiere a vita.

Il fuoco della ricerca mi divorava. La voglia di approfondire la ricerca delle aree riflesse sulla pianta dei piedi mi affascinava. Lasciai l’ospedale dove ero di ruolo, lasciai la prospettiva di una pensione assicurata dopo più di quarant’anni di lavoro, (sigh!), vedevo il mio futuro in quell’ambiente come un ergastolo ormai. La mia testa era fuori di lì, ero completamente proiettato nella mia personalissima ricerca reflessologica.

Sono passati quasi quarant’anni da allora. Ormai il mandato da vivere che il cielo mi ha dato è in scadenza. Nessun rimpianto, sono sereno. Più di 30.000 massaggi al mio attivo.

In tutti questi anni ho insegnato con passione per trasmettere le mie competenze ed esperienze, parte di queste le ho travasate in sette libri per dare l’opportunità a chi non mi ha conosciuto personalmente di leggere e approfondire la Reflessologia Plantare Zu.

Original Reflexology Zu by Laozu Baldassarre

Logo Original Reflexology Zu

Oggi ci sono scuole di reflessologia plantare ogni angolo di strada. La maggior parte insegnano a massaggiare il piede, poco a che vedere con la reflessologia. Se fanno dei richiami che l’origine della reflessologia “si perde nella notte dei tempi” e la si fa coincidere con quella dell’uomo, statene alla larga.

Sono dei millantatori che hanno l’esigenza di coprire la loro ignoranza con il velo, di quella notte dei tempi, che doveva essere veramente buia se di reflessologia non si è mai trovata nessuna traccia da nessuna parte. 

Nel corso dei secoli, da Ippocrate in poi, nessun Michelangelo o Leonardo hanno attinto o nominato una simile conoscenza.